“ Due NO per Un SI: No al Ponte, No alla TAV, Si ad un’ altra qualità dei sistemi territoriali e dei sistemi di trasporto e mobilità”.
Venerdì 11 dicembre, ore 15.00 -19.00
l’aula 5 (piano terra) della facoltà di ingegneria della Sapienza, Via Eudossiana 18 (S. Pietro in Vincoli ) Roma.[continua]
Solidarietà a Gianni Speranza
Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme, è stato fatto segno di una incivile, violenta aggressione, fomentata da quei gruppi che hanno per anni contribuito in maniera determinante allo sfascio ed al dissesto del territorio e da esponenti delle cosche lametine, per avere, su disposizione della Magistratura, avviato la demolizione di immobili costruiti abusivamente.[continua]
Attiviamoci per non finire tutti RadioAttivi!
Sabato 24 ottobre ore 10 manifestiamo ad Amantea!
La SEM aderisce alla Manifestazione nazionale di Amantea per la verità, la bonifica del nostro mare e contro gli avvelenatori![continua]
L’ENI , I FUSTI E LA VERITÀ CHE RENDE LIBERI
di ToninoPerna
La più grande tragedia che ha colpito la Calabria non ha ancora un confine. Non sappiamo ancora esattamente quante navi e dove sono state affondate e di quali fusti tossici e radioattivi erano cariche. Abbiamo finora la certezza di una sola nave, quella affondata al largo di Cetraro, ma non ne conosciamo con certezza il contenuto.[continua]
Fermiamo la guerra. Fermiamo le stragi in Palestina
Il 3 gennaio in Piazza per la Palestina
• Per non tacere
• Per non essere complici
• Perché sia riconosciuto al popolo Palestinese il diritto ad esistere [continua]
• La vergogna di Israele [continua]
L'11 ottobre in piazza per:
• Ricominciare dalla società e dall'opposizione;
• Ricostruire un soggetto politico di sinistra, capace di essere interlocutore delle lotte di resistenza che si stanno sviluppando nel Paese per contrastare le scelte gravissime di un governo che di fatto opera come strumento delle borghesie predatorie e criminali che hanno costruito e governano la finanziarizzazione dell’economia della globalizzazione, al cui sostegno piega lo stato e tutte le sue articolazioni;
• Dare filo e un respiro politico a queste lotte
• Dimostrare all'Italia e a se stessi che la Sinistra c'è, che riprende il suo ruolo di costruzione di un'opposizione nel Paese;
• Che il 13-14 aprile del 2008 non è finita la storia e non è finita la sinistra. [continua]
La SEM all'European Social Forum a Malmoe
Venerdì 19/09/2008 ore 17.00 -19.30
L'alternativa Mediterranea: una rete di solidarietà per una nuove politica economia
introducono Bruno Amoroso e Mimmo Rizzuti
Proiezione del film “ Ritorni di Giovanna Taviani” Lungometraggio sul dialogo e la diversità fra le colture europee e mediterranee.
Introduzione di: Abdelkarim Hannachi
La Sinistra, l’Europa e la Questione del Mediterraneo
Un documento collettivo a cura di:
Bruno Amoroso, Tonino Perna, Mimmo Rizzuti, Karim Hannachi, Enzo Scandurra
Il fallimento della recente iniziativa di Sarkozy - il varo di una Unione per il Mediterraneo- è stata salutata con soddisfazione, da destra a sinistra, senza rendersi conto che insieme con l’acqua sporca si buttava via anche un bambino che aveva diritto a crescere.
L’acqua sporca era evidente: l’interesse del presidente francese per il Mediterraneo in quanto parte di un conflitto di egemonia e competizione tra la Francia e Germania, tutto interno ai giochi di potere dell’Unione Europea, funzionale al ruolo economico internazionale dei due Paesi.
Non certo un contributo alla creazione di una visione comune europea sui problemi internazionali e del Mediterraneo in particolare. [continua]
ATTIVO NAZIONALE SINISTRA EUROMEDITERRANEA
Venerdì 23 Maggio 2008
LAMEZIA TERME
Sala Consiglio Comunale Nicastro - ore 10,30
LA SINISTRA EUROMEDITERRANEA
DOPO IL TERREMOTO DEL 14 APRILE
NELLA NUOVA FASE DELLA POLITICA IN ITALIA E IN EUROPA
Un bilancio della sua attività. La verifica delle sue ispirazioni, scelte strategiche ed obiettivi di fronte al naufragio elettorale della sinistra politica in Italia. La sua collocazione ed i suoi percorsi negli scenari aperti dal voto.
Presiede e coordina
Gianni Lucchino
Comunicazioni introduttive di:
Tonino Perna, Anna Pizzo, Mimmo Rizzuti
Cade un teorema assurdo, impastito a Cosenza contro Caruso, Casarini e Cirillo e altri 13 militanti della Rete Sud Ribelle. Il Pm per i 13 no global aveva chiesto 50 anni di reclusione, accusati di associazione sovversiva per gli scontri avvenuti a Napoli e a Genova nel 2001. La SEM nell'esprimere grande soddisfazione per la caduta del teorema impastato, esprime solidarietà ai compagni assolti.
Socialismo e Comunismo, le grandi correnti culturali ed i grandi movimenti di lotta che i due termini evocano e che hanno caratterizzato e dato senso al secolo breve, sembrano usciti dall’orizzonte politico del nostro paese. La terza repubblica, di cui la tornata elettorale pare segnare l’inizio, nasce senza una sinistra politica.
Ciò è avvenuto negli stessi giorni in cui la FAO denuncia allarmata che in tutto il mondo c’è carestia – fenomeno che ci avevano detto che nella modernità non si sarebbe presentato - e i media, anche se relegandole in terzo e quarto piano, danno notizia di sommosse e morti per il pane in diversi paesi di questo pianeta. Senza dire che anche in questi giorni all’ininterrotta catena delle morti sul lavoro in terra italiana si sono saldati altri anelli.
[continua]
di Nino Lisi
Una premessa
Siamo in un momento grave della vita collettiva. Che non ha la sua radice solo negli eventi della politica, le ultime elezioni, ma in un processo profondo di rottura del legame sociale. Qui vogliamo fare un gioco di simulazione: dirci, e dire in pubblico, come immaginiamo debba essere un altro mondo, e come si potrebbe provare a farlo. Questo testo contiene un suggerimento: guardare oltre per capire meglio come affrontare l’oggi.
[continua]
Una lettera collettiva
Il voto a “La Sinistra L’Arcobaleno” è importante per consentire, nel panorama politico e istituzionale dato, la sopravvivenza di una voce di sinistra, continuando a dare alla parola Sinistra , per quanto possibile in un’epoca in cui le “parole tendono a separarsi dal loro senso consueto”, il suo significato originario. L’invito da parte mia, quindi, ai delusi, agli indecisi, ai demotivati, a tutti, è quello di andare a votare e dare il massimo apporto a questo finale di campagna elettorale.
Ciò detto non si può far finta di niente. Né pensare che una volta superato il tornante elettorale si possa riprendere un qualche cammino, se non si fanno chiaramente i conti con le nostre contraddizioni, con il dato di fondo costituito dalla fine della “modernità” nata in Francia nel 1789 e con la dissoluzione dello spazio pubblico creato da quell’ epocale rivoluzione.
Se non si fanno i conti con la crisi della rappresentanza e con la mutazione genetica della politica e dei partiti per i quali, anche a sinistra, la parola partecipazione è sempre più vicina ad una bestemmia.
Nella politica di oggi, anche a sinistra, c’è sempre una motivazione per impedire l’avvio di processi di partecipazione che non siano forme di plebiscitarismo tipo le primarie del PD o il referendum sindacale per l’accordo sul Welfar.
C’è sempre, anche sul nostro versante, una motivazione per repentini cambiamenti che durano lo spazio di una grande assemblea in cui i leader invitano dal palco a suscitare maree travolgenti di se stessi e degli apparati di partito e poi, magari dopo un mese di silenzio, decidono a livello di stati maggiori ristretti, scenari, programmi e liste elettorali.
Ma, si dirà, come si è detto,….c’è stata la repentina ed imprevedibile ( imprevedibile?) crisi di governo……. etc., etc, etc…….
La verità è che anche nella Sinistra, quella che dobbiamo votare e sostenere in questi ultimi giorni di campagna elettorale, spesso alla partecipazione si preferisce la rappresentazione, con tutto quello che ne consegue.
Le modalità stesse della nascita della formazione con cui stiamo nel vivo dello scontro elettorale giunto al suo epilogo e lo scarso entusiasmo che ha suscitato ne sono una ulteriore testimonianza .
Sono l’esempio ultimo e più eclatante di una incoerenza di fondo, direi strutturale dell’essere dei partiti di oggi . Di come si cancellano con un tratto scelte importanti che sembravano acquisite, quali la coerenza tra fini e mezzi alla luce della quale abbiamo in questi ultimissimi anni riesaminato alcuni dei temi di fondo della crisi e dell’implosione del socialismo reale, dei limiti stessi del leninismo, della sconfitta storica del 989 e che hanno animato discussioni e il dibattito in un importante congresso: quello di Venezia del PRC.
Argomenti e discussioni che avevano fatto riavvicinare tanti e tante alla politica.
Quanto a tradurli in pratica, però, è tutt’ altra cosa. Ed i fatti lo hanno dimostrato. [continua]
di Mimmo Rizzuti
( José Saramago, Cecità)
Chi poteva mai immaginare qualche settimana fa che, andando in quiescenza, il procuratore capo di S.ta Maria Capua Vetere avrebbe sconvolto con la sua ultima inchiesta assetti politici e di potere rassicuranti nella loro precarietà, ed aperto in Italia una fase politica dagli esiti imprevedibili?
Mastella ha reagito all’iniziativa di quel magistrato con scarsa prudenza ed ora se ne pente amaramente. Egli non aveva riflettuto abbastanza su opportunità ed insidie della legge elettorale e pensava, dimettendosi, di barattare un governo ormai esausto con la propria salvezza, riavviando un nuovo giro di danze in accordo questa volta con Berlusconi che, a crisi aperta, gli ha dato invece il benservito disperdendone la ciurma.
Se la liquidazione del governo Prodi e l’harakiri dell’Udeur suggeriscono che non tutti i mali vengono per nuocere, è lecito sperare che, per quanto vuota di contenuti ed estranea ai bisogni del Paese, la competizione elettorale riservi altre piacevoli sorprese. In fondo l’incivilimento umano si è sempre fatto strada in mezzo alle sventure.
[continua]
di Giuseppe Pierino (Presidente Progetto Calabrie)
Il Cantiere in Calabria
Crotone 15 marzo - ore 10
Libreria Cerelli di Corso Vittori Emanuele
il manifesto il documento preparatorio Report
Per il presidente francese Nicolas Sarkozy non è certo un buon momento.
Ad appena sei mesi da una schiacciante vittoria vede drasticamente calare la sua popolarità,perde clamorosamente le elezioni amministrative ed è costretto ad incassare lo svuotamento della sua proposta di costituzione dell’Unione Mediterranea (UM).
L’UM, nel progetto di Sarkozy, per la creazione di una comunità tra i paesi del bacino del Mediterraneo ispirata al modello dell'Unione Europea e finalizzata a dare vita a un nuovo organismo internazionale con l’obiettivo di rilanciare la cooperazione tra le due sponde del mare interno, svanisce.
[continua]
di Mimmo Rizzuti
Il Tribunale Internazionale dei Cittadini per il Libano, riunito a Bruxelles condanna Israele per l'invasione del Libano
Aula Magna- Facoltà di Architettura Roma 3 - 16 febbraio ore 9.30-14.00
Movimento Romano per la Sinistra Arcobaleno"
Cinema Farnese - Roma 10 febbraio
ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE RETI E DEI MOVIMENTI PER "LA SINISTRA E L'ARCOBALENO"
Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti
Roma - 8 e 9 dicembre 2007
Nuova Fiera di Roma – Ingresso Est
Via Alexandre Gustave Eiffel
Programma
Assemblea nazionale
Lamezia Terme 1-2 dicembre
L'area del Mediterraneo, divenuta sotto l’onda d’urto della globalizzazione il luogo della competizione e delle aggressioni tra mondi diversi, rischia di trasformarsi nella concretizzazione del preannunciato scontro di civiltà. Ma può diventare anche l’area in cui è possibile realizzare un’alleanza euromediterranea in grado di costruire un modello di relazioni politiche ed economico-sociali nei e tra i paesi e le popolazioni della stessa in grado di “fronteggiare le derive oceaniche della globalizzazione”. L’attualità e rilevanza di questi temi è stata esplicitamente riconosciuta da una serie di proposte avanzate di recente dal governo francese e spagnolo per fare uscire la politica europea dalle secche sulle quali si è arenata con il fallimento del Processo di Barcellona. Proposte che, rispetto all’attivismo del governo italiano in situazioni di emergenza (Libano e Palestina), hanno il merito di esprimere pareri e visioni sul contesto che è alla base di quelle crisi altrimenti irrisolvibili. [continua]
Andrea Amato, Bruno Amoroso, Mimmo Rizzuti
(Articolo apparso sul supplemento di Liberazione di venerdì 28 settembre 2007)
L'Assemblea nazionale della Sinistra Europa, riunita a Genova il 21 luglio esprime la sua totale opposizione alla costruzione del parcheggio multipiano al Pincio (Roma). Opera inutile come risposta ai problemi della mobilità nella città e, purtroppo, nel solco del consumo indiscriminato del territorio e di sottomissione al modello di sviluppo attuale anche di luoghi "mitici" come il Pincio, carico di storia e simbolo di equilibrio fra opere dell'uomo e territorio.
L'assemblea assume l'impegno a contrastare l'ennesimo ecomostro che si vuole costruire con lo sventramento del Pincio ed invita tutti, a ogni livello, a sostenere tale battaglia come momento importante a difesa del territorio.
L'Assemblea nazionale della Sinistra Europea approva all'unanimità
Premessa : Una sinistra per il XXI° secolo Dopo la caduta del muro di Berlino, c’è stato chi si è spinto ad annunciare “la fine della storia “, nel senso che il capitalismo e la democrazia parlamentare sono diventate le forme ultime della storia economia e politica del mondo. Se è indubbio che in questa fase della storia il capitalismo risulta vincente è altrettanto palese che questo modo di produzione, perdendo i paletti ed il controllo del movimento dei lavoratori, si è inselvatichito, ha stracciato le regole sociali che sembravano ormai consolidate (almeno in occidente), ha rilanciato le sue note capacità di polarizzazione sociale, di distruzione degli ecosistemi, la sua corsa, drogata, verso una impossibile crescita economica infinita. [continua]
Il Coordinamento Nazionale
Il Mezzogiorno se geograficamente è in una posizione baricentrica rispetto al Mediterraneo, sul piano economico, del modello di sviluppo, è in fuga dal Mediterraneo dalla metà del Novecento. I suoi scambi con gli altri paesi del Mediterraneo, se si esclude il petrolio, sono in caduta libera dagli anni ’60. Il suo reddito pro-capite si è mantenuto ad un livello più alto degli altri paesi della sponda sud ed est del Mediterraneo , grazie ai trasferimenti netti dello Stato, mentre è sceso relativamente ai paesi della UE che si affacciano sul Mediterraneo (compresa Malta e Cipro). Il suo contributo alle esportazioni italiane è leggermente cresciuto negli ultimi venti anni –passando dal 7 al 10% - ma i principali flussi di import/export riguardano essenzialmente i paesi industrializzati.[continua]
Tonino Perna Presidente della SEM
L''Unione Europea ha 50 anni
Un progetto politico dove le differenze diventano ricchezza e non conflitti.
Questo in sintesi il risultato più grande del progetto dell'Unione Europea, iniziato 50 anni fa con il trattato di Roma.
Un'Europa devastata dalla 2° guerra mondiale, artefice di guerre interne fra gli stati europei e guerre esterne di aggressioni: la tratta degli schiavi e il colonialismo le pratiche più vergognose intraprese e praticate da quasi tutti gli stati europei nei secoli passati. Protagonista di due guerre mondiali con decine di milioni di morti e devastazioni planetarie. In pochi hanno creduto che questo passato potesse essere messo alle spalle e intraprendere un cammino nuovo che bandisse la guerra innanzitutto, lento, pieno di ostacoli e non immune, soprattutto verso il terzo mondo, di pratiche di neocolonialismo, sfruttamento e rapina delle risorse naturali. E nonostante ciò, rappresentare per il mondo intero, il continente dove si aspira a vivere e al quale guardano da tutto il mondo. Questo non significa che l'Europa sia diventata il Paese di Bengodi, che non esistano conflitti o ingiustizie, povertà e miserie, materiali e morali. Ma nonostante ciò, l'Europa rimane il luogo dove la speranza di un domani migliore è percepita da tutti o quantomeno auspicata e possibile. L’Europa invocata come luogo immaginario dove le cose anno meglio, dove c’è più giustizia, più progresso, più benessere. L’Europa che diventa il luogo d’approdo dei Paesi dell’est dopo la caduta del muro di Berlino e il dissolvimento dell’Unione Sovietica, tant’è che ben 10 Paesi dell’ex blocco sovietico, in 15 anni sono entrati a far parte dell’Unione Europea. [continua]
Costruzione europea e regione mediterranea: politica di vicinato o progetto comune?
di Bruno Amoroso, Centro Federico Caffè, Università di Roskilde
Jean Monnet Chair (Documento base del Seminario della SEM a Bari del 22 marzo 07)
Dalla Dichiarazione di Barcellona del 1995 alla Politica Europea di Vicinato del 2005
Barcellona 2005
I dieci anni trascorsi dall’avvio del Processo di Barcellona sono oggetto d’analisi, riflessione e valutazione degli eventi che lo hanno accompagnato e degli obiettivi raggiunti o mancati.
Le celebrazioni per l’anniversario sono state preparate con una serie di iniziative dell’Unione Europea (UE). I 35 ministri degli esteri dell’UE e dei Paesi Partner Mediterranei (PM) hanno deciso nel corso dell’incontro di The Hague, il 29-30 Novembre del 2004, di convocare a livello dei governi una Conferenza straordinaria (Barcellona+10) svoltasi a Barcellona nel novembre del 2005, per celebrare il decennale della Dichiarazione e per “rinvigorire le relazioni Euro-Mediterranee”.
La Commissione Europea ha dichiarato il 2006 “l’anno del Mediterraneo”. In parallelo si sono svolte altre iniziative convocate dalla società civile e da altri importanti attori istituzionali, come la Conferenza delle Università Mediterranee a Tarragona nel giugno 2005, ed il Forum Sociale Mediterraneo a Barcellona nel giugno 2005.
Questi eventi si sono intrecciati con altri appuntamenti istituzionali importanti come la ratifica della Costituzione Europea, per ora sospesa, dal cui esito possono derivarne effetti anche sui rapporti Euro-Mediterranei.
La Conferenza si è svolta a Barcellona come previsto nel novembre del 2005 con esiti negativi. Le ragioni del fallimento sono facilmente intuibili. L’UE si è fatta rappresentare dal Presidente di turno, Tony Blair, la persona meno appropriata a presiedere questo incontro per il ruolo da lui svolto nel corso degli ultimi anni. Si ricordi che alla Conferenza di Barcellona del 1995 l’UE fu rappresentata dal Vicepresidente Solana ed in questa nuova occasione c’erano quindi ragioni più importanti per farlo.
Inoltre, la decisione unilaterale di avvio della Politica Europea di Vicinato PEV) non poteva non essere interpretata come un disimpegno dell’UE verso i paesi mediterranei ed il progetto comune di Barcellona. Meglio, quindi, per i singoli paesi del sud, defilarsi da un inutile tavolo di trattative per giocare semmai le proprie carte nei futuri rapporti bilaterali.
Infine, l’Agenda dei lavori della Conferenza, approntata da Tony Blair, aveva messo al centro i temi del terrorismo e della sicurezza, variamenti mischiati con il problema delle migrazioni e della criminalità, in nome dei quali prevedeva misure che chiaramente aprono la strada ad intrusioni ancora più forti di quelle sin qui attuate verso i paesi arabi.
Temi questi di interesse per i governi dei paesi europei, ma non necessariamente prioritari per i paesi del sud dove i problemi dell’occupazione, dell’istruzione, dei redditi, delle infrastrutture civili, dell’acqua, e dell’agricoltura, ecc. sono di certo prevalenti.
Anche i temi della vita civile e democratica dei paesi del sud, certamente rilevanti per questi governi e popolazioni anche se per ragioni opposte a quelle dei paesi occidentali, hanno finito per unificare il giudizio negativo di entrambi sull’agenda europea vista come una intollerabile intrusione esterna e una minaccia per una libera evoluzione democratica.
I governi del sud poiché vi vedono il rischio di una rimessa in discussione da parte dell’UE del rapporto istituzionale come canale privilegiato dei programmi di cooperazione politica e economica. I movimenti della società civile poiché consapevoli del forte legame politico e militare esistente tra l’UE e i loro governi, ed altrettanto consapevoli della contraddizione dell’UE che da un lato dichiara di promuoverne la partecipazione ai processi economici e politici ma dall’altro considera proprio questi movimenti e forze sociali come fattori di ostacolo alla propria idea di democrazia e di progresso.
In conclusione, una Conferenza preparata con spirito di arroganza e incompetenza sui rapporti politici dell’area, che ha abbandonato lo spirito di cooperazione che pure aveva prevalso, nonostante tutte le ambiguità allora presenti, nella Conferenza di Barcellona del 1995. Il vantaggio per l’Europa dell’assenza di delegazioni di alto livello dei paesi arabi è che questo ha evitato il rischio di rotture ancora più drammatiche e significative.
[continua]
EUROPA E MEDITERRANEO – LE SFIDE DELLA SINISTRA EUROPEA
L'intervento di Mimmo Rizzuti al workshop del Cairo del 23/25 febbraio scorso su "relazioni euro-arabe: una prospettiva critica”, organizzato dal Centro di Ricerche Arabe e Africane (Egitto), diretto dal prof. Samir Amin, e dalla Fondazione Rosa Luxemburg (Germania)
La riflessione sulle politiche mediterranee dell’Unione Europea deve comprendere sia la situazione nei paesi del Mediterraneo sia lo stato dell’arte nel processo europeo di integrazione. Il fatto che entrambi si trovino oggi in forte difficoltà conferma quanto da molti sostenuto da tempo, e cioè la forte interdipendenza esistente tra le due aree nessuna delle quali può pretendere primati rispetto all’altra o di raggiungere posizioni reali di sostenibilità in modo autonomo. Queste interdipendenze vennero, tra gli altri, illustrate e sottolineate già nel 1995, l’anno della Prima Conferenza di Barcellona sul Partenariato, nel Rapporto sul Mediterraneo del CNEL italiano. L’indiscutibile chiarezza del titolo: “Ripensare l’Europa per ripensare il Mediterraneo” era seguita da una analisi nella quale i temi centrali del problema venivano chiaramente individuati: il bisogno di una costruzione policentrica dell’Europa, i problemi dei sistemi produttivi agricoli e industriali mediterranei e dell’occupazione, la centralità della Palestina per la risoluzione dei conflitti nell’intera regione. [continua]Prof. Enzo Scandurra, docente di Urbanistica - Università di Roma "La Sapienza"
Finalmente è arrivato il mio turno! Sono in attesa di ricevere un telegramma da parte di Prodi che mi incarica di decidere, dopo attenti sopralluoghi, se procedere o meno all’ampliamento della base statunitense di Vicenza. Si, perché io sono un docente di Urbanistica che insegna da molti anni all’Università La Sapienza e la questione, come voi avete appreso dalle dichiarazioni del Primo Ministro, “non è di natura politica, ma di natura urbanistica e territoriale”. Personalmente non avevo bisogno di questa autorevole dichiarazione; ho sempre sostenuto che le ragioni politiche non esistono, ma che ogni problema è sempre riconducibile alla potenza della Tecnica. Nell’attesa del telegramma (sono un docente molto scrupoloso) ho approntato il mio Team di collaboratori e tecnici. Abbiamo le idee chiare, sappiamo già cosa fare.
Come prima mossa procederò con un meticoloso sopralluogo a verificare l’attuale base (il mio motto è: conoscere per intervenire). Entrerò nella base insieme ai miei tecnici e col personale locale della ASL, Vigili del Fuoco, geologi, botanici, ecologi e quant’altro sia necessario per una attenta analisi. Ispezionerò i capannoni di armi, prenderò le misure di ogni testata atomica per poter calcolare adeguatamente lo spazio necessario, consulterò la base (è proprio il caso di dirlo) per conoscere le esigenze e le aspettativa.
[continua]


