La vergogna di Israele!
di Vincenzo Altomare (responsabile SEM Cosenza)
“Noi dichiariamo che non ci schiereremo mai, oggi e in futuro, a favore del dominio di un gruppo nazionale sull’altro. E nemmeno accetteremo l’idea di uno stato ebraico se questo dovesse significare il dominio degli ebrei sugli arabi di Palestina (…) Se la Palestina fosse disabitata avremmo potuto chiedere uno stato ebraico, dal momento che ciò non avrebbe danneggiato nessuno. Ma in Palestina ci sono altri abitanti, e così come noi non vorremmo trovarci alla mercè degli altri, anch’essi hanno il diritto di non essere alla mercè degli ebrei”.
(David Ben Gurion, 1938)
Gran parte della stampa e della Tv italiane presentano l’eccidio di Gaza come un’azione che il popolo palestinese, governato da Hamas, se l’è proprio voluta… <<Israele fa bene a difendersi, in fondo quei guerrafondai di Hamas, foraggiati dall’Iran, cos’altro seminano se non morte? Loro lanciano missili nel sud d’Israele e Israele risponde da par suo: legittima difesa>>.
Questo lo schema – tutto ideologico – che passa per le pagine e le reti nazionali. Un inno all’ignoranza della storia. L’ennesima dimostrazione della mancanza di memoria, che è ‘il presente del passato’… Oggi sembra esserci solo il presente, è come se la storia fosse nata con il cellulare!
Cominciamo dalla questione-terra: a chi appartiene, a Israele o ai Palestinesi? Falsa domanda stando alla Bibbia che, invece, testimonia le parole di Yahwè: “la terra è mia” (Levitico 25, 23). Dunque, la terra non è proprietà privata di alcun popolo. È di Dio e tutti i popoli sono amati dal loro Creatore.
E passiamo alla storia. Almeno dall’Ottocento a oggi. Calma: non scomoderò ciò che, più o meno, già si conosce. Dipingerò solo un affresco rapido ma necessario. È un atto di giustizia.
Ricorderò il Sionismo (il cui fondatore, Herzl, fin dalla fine dell’Ottocento predicava che “gli ebrei devono andare in Palestina perché quella è una terra senza un popolo per un popolo senza terra”); o l’azione del ministro britannico Balfour che, nel 1919, dichiarò la piena disponibilità del governo britannico nella creazione di uno stato nazionale ebraico in Palestina, dato che “quel che conta è che il petrolio sia disponibile”; o le dichiarazioni di ministri come Israel Galili (“non riteniamo che gli arabi nelle nostre terre siano un gruppo etnico e tentomeno un popolo con un carattere nazionale distinto”) e Golda Meir (“non è mai esistito un popolo palestinese”).. Siamo fra gli anni venti e quaranta del Novecento! Molto prima del 1948 (creazione dello Stato di Israele) e del 1967 (la Guerra dei Sei Giorni) …. Sono del 1969, poi, le dichiarazioni di Begin (“se accettate il concetto di Palestina distruggerete il vostro diritto di vivere a Ein Hahoresh”)!
Scomoderò gli Accordi di Oslo (1993), ratificati da Palestinesi e Israeliani che spinsero Yitzhak Rabin, la sera del 4 novembre 1995, poco prima di essere ucciso da Amir – un integralista israeliano - a dire: “ho combattuto per tutto il tempo in cui non c’erano possibilità di pace. Ma oggi credo che questa possibilità esista e vada colta. Abbiamo trovato fra i palestinesi un interlocutore per la pace. Questo interlocutore è l’OLP (Arafat, ndr)”.
Di certo ricorderete una data: 24 aprile 1996.
Il Consiglio nazionale palestinese, riunitosi per la prima volta in Palestina, approva l’abrogazione di tutti gli articoli della Carta nazionale palestinese che contraddicono il riconoscimento dello Stato di Israele!! Capito?
Ed ecco che, nel maggio ’96, Netanyahu diventa primo ministro israeliano e ridà vigore all’ideale della destra israeliana (Likud) che vuole il Grande Israele dal Mediterraneo al Giordano. Perciò, bisogna colonizzare la Palestina. L’ideologia che giustifica questo progetto è già pronto: la sicurezza d’Israele. I mezzi sono garantiti da sempre: F-16 e Apache dagli Usa.
Tralascio Camp David 2000 (meglio per Israele…) e passo ai nostri giorni, al nostro presente.
4 novembre 2008, martedì: mentre in Italia si celebra la solita buffonata militare in ossequio alla battaglia del Vittorio Veneto (e solo ‘Liberazione’ pubblica integralmente Lettera ai cappellani di quel prete eretico chiamato don Lorenzo Milani, con buona pace della stampa cattolica), Israele viola la tregua pattuita con Hamas e il popolo palestinese. La Striscia di Gaza (lunga 41 Km e larga fra i 6 e i 12 Km) subisce la violenza strutturale dell’embargo da oltre due anni e da venti è isolata, al punto da indurre Israele ad impedire (lo scorso 15 dicembre) l’ingresso a Gaza dell’inviato dell’Onu. Non solo: stampa e Tv dimenticano colpevolmente l’occupazione israeliana di Gerusalemme est e della Cisgiordania, nonché le sue continue violazioni della legalità internazionale…
Non sto giustificando Hamas, né il terrorismo, ci mancherebbe… e del resto Hamas non è il popolo palestinese, lo sappiamo bene tutti. Dico solo che qualsiasi innocente che muoia è sempre un’offesa gravissima all’umanità, israeliano o palestinese che sia. Dico anche che il terrorismo è effetto e non causa della situazione di Gaza e dintorni. È la risposta di una parte di un popolo che non si sente tutelato da nessuno, Onu in primis, ostaggio com’è dei veti statunitensi. Mi indigna, inoltre, il solito vezzo di equidistanza che caratterizza la mentalità made in Italy è davvero vomitevole, soprattutto quando a morire sono bambini innocenti che, di fatto, sarebbero i terroristi contro i quali Israele lancia i suoi missili! Per la sua sicurezza… Per non parlare delle dichiarazioni del solito Gasparri e del ministro Frattini. Per gente del genere vale sempre il suggerimento che Karl Popper consigliò ai cattivi maestri: “che lo Stato li paghi purchè se ne stiano a casa!”
La strada per costruire due Stati per due Popoli non è certo la violenza, lo sappiamo benissimo. Ma lo stravolgimento politico-mediatico dei fatti e l’oblio della memoria non fanno certo giustizia.
L’Operazione ‘Piombo Fuso’ è l’ennesimo excamotage di un vero e proprio genocidio lento: non la morte rapida di un popolo, ma il suo stillicidio, la sua decimazione a piccole dosi, così da non richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Scatenare una guerra assurda (come quella irakena) dà più all’occhio, decimare un popolo a piccole dosi è più soft, più … civile!
Anche questa è la vergogna di Israele….
Consigli di lettura
Noam Chomsky, Le illusioni del medioriente, Piemme, Casale Monferrato (Al) 2006;
Mario Capanna, Verrò da te, Baldini & Castoldi, Milano 2003