La grande manifestazione del 20 ottobre innanzitutto ha dimostrato che la sinistra in Italia esiste e chiede di essere rappresentata. Dunque chi temeva, o auspicava, che la piazza fosse solo appannaggio di coloro che rivendicano la contrapposizione, spesso per la contrapposizione, è stato smentito. La riuscita della manifestazione non era scontata se pensiamo che solo una settimana prima 3 milioni di persone avevano votato alle primarie del Partito Democratico che avrebbe la pretesa di rappresentare sia il centro che la sinistra, salvo alcune frange raccolte nella cosidetta sinistra critica e la defezione dei Verdi e di Sinistra Democratica. Questo risultato è uno sprono ed un auspicio per costruire, da subito, una sinistra unita e plurale. Ora è necessario raccogliere la domanda politica che è stata chiaramente espressa dalla manifestazione: una sinistra unita, plurale, radicata nel territorio, articolata e ricca nelle sue espressioni, capace di stare al governo, ma anche di rivendicare risposte concrete sui temi più caldi che interessano i ceti che rappresentiamo: lotta al precariato, diritti civili, difesa dell'ambiente. In questa sinistra devono trovare posto tutti coloro che ne condividono lo spirito di fondo, anche coloro e quelle organizzazioni politiche che hanno avuto paura di confrontarsi con "l'irresponsabilità" della piazza.
