Il convegno si terrà a Roma a giugno, inizierà il pomeriggio di giovedì 9, proseguirà per tutto il venerdì 10, e si concluderà il sabato mattina, 11 giugno. Consisterà quindi di quattro sessioni, ciascuna di mezza giornata.
Ogni sessione sarà dedicata a uno dei quattro temi seguenti:
1) Il protagonismo delle donne, straordinario (e in parte inatteso). Di solito fede religiosa (schematizzata nel “velo”) e attivismo democratico sono considerati incompatibili. Invece a Piazza Tahir si sono viste manifestare insieme per la democrazia donne col hejjab e donne senza. È forse giunto il momento di correggere la visione semplicistica delle donne arabe?
2) Islam politico o politica nell’Islam? Secondo la vulgata occidentale, la stragrande maggioranza delle popolazioni arabe sarebbe integralista se non vi fossero regimi autoritari a mantenerle laiche: la corruzione e il dispotismo di questi regimi sarebbero solo il prezzo da pagare per il loro laicismo. Oggi questo paradigma sembra in crisi. Ma si può davvero parlare di fase “post-fondamentalista” come fanno molti in Tunisia ed Egitto? O l’integralismo gioca dietro le quinte e si prepara a riconquistare l’egemonia in una nuova versione? Il “modello turco” agisce per davvero o è solo un cavallo di Troia?
3) I giovani. Chi sono queste nuove generazioni arabe? Come si percepiscono e si configurano rispetto alla comunità globale creata dalle nuove tecnologie rispetto alla disoccupazione e all’assenza di prospettive? Quanto contano nello strutturarsi dell’opposizione giovanile le nuove tecnologie comunicative come Internet, e i social networks come Facebook o i servizi di microblogging come Twitter? Quanto ha pesato nella formazione della protesta giovanile una tv come Al Jazeera?
4) Modernizzazione capitalistica. Questi moti sembrano rivendicare una cittadinanza nel mondo globalizzato. Le primavere arabe possono forse essere lette come il tentativo di adeguare la rappresentazione politica alla struttura sociale e alla nuova realtà economica? Come interpretare la rivendicazione dei diritti che sembra essere comune ai diversi movimenti?
