E comunque questi gruppi e questi metodi sono un problema da affrontare e chiarire senza equivoci ed indulgenze, per l’intero movimento.
I pur gravissimi episodi di ieri, però, non offuscano il senso, il significato politico e la potenza di una protesta destinata a continuare anche con proposte politiche immediate e praticabili.
Noi ne abbiamo avanzato e ne riproponiamo di seguito una:
“ Dare seguito alla grandiosa giornata mondiale del 15 ottobre , rilanciando con una grande iniziativa di movimento e pressione continua che costringa i governi dei Paesi Europei più indebitati ed a rischio default ad unirsi in un unico fronte per mettere la BCE e l’asse Sarkozy - Merkel di fronte ad una scelta drastica:o falliamo tutti insieme,o il debito dei Paesi del Sud Europa,dell’Irlanda e del Belgio viene rinegoziato con tagli non inferiori al 50%! Nessuno si può salvare da solo!
Questo significa, ancora, che bisogna rilanciare il ruolo dei Paesi del Sud - Europa nell’ambito della Unione Europea, non solo per salvare le nostre società dalla catastrofe, ma anche per guardare in avanti e spostare l’asse dell’algida burocrazia di Bruxelles verso il Mediterraneo.
Non dimentichiamolo: la rivolta sociale contro il potere corrotto ed arrogante, dei dittatori politici, quanto di quelli finanziari,è partita dai Paesi del Maghreb, dalla Tunisia in primis, per poi passare al Sud Europa,dando vita alle rivolte degli Indignados che oggi dilagano in tutto l’Occidente.
I popoli del Mediterraneo devono trovare la strada e camminare insieme per costruire una grande Mesoregione in cui sia possibile attraversare liberamente questo mare, non inquinarlo,moltiplicare gli scambi culturali, scientifici, e commerciali nel quadro dei diritti garantiti da una piena Cittadinanza Mediterranea. Tutto questo sarà possibile solo a partire da un’azione diretta a Disarmare la Finanza, impedirle di continuare a rapinare risorse naturali ed umane, di promuovere guerre e devastazioni ambientali.
Possiamo farcela. Ma dovremo lavorare insieme ad un grande progetto di pace e alla costruzione di una di una grande Mesoregione Euromediterranea , liberata dalla finanza speculativa, dalle guerre e dal martirio di decine di migliaia di migranti.
