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Movimento Politico-Culturale
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Lunedì, 17 Ottobre 2011 15:46

Manifestazione del 15/10/2011

E’ stata una grande, bella, poderosa e varia manifestazione rovinata dalla intollerabile scelta di gruppi organizzati di violenti,che aggredendo il corteo e la città hanno negato il diritto alla parola a centinaia di migliaia di persone, hanno violentato la manifestazione, hanno in realtà manifestato contro di noi.
Il corteo ha reagito, si è ribellato, difendendo il proprio diritto alla partecipazione. Quando e come ha potuto, li ha respinti, cacciati , inseguiti mentre loro scappando, con sperimentate tecniche di guerriglia urbana, dietro l’Hotel Palatino, nella prima fase degli scontri, continuavano a buttare petardi e bombe carta assordanti tra persone di tutte le età compresi ragazzi, bambini e anziani.
Questi gruppi potevano e dovevano essere individuati e doveva essere loro impedito di entrare nel corteo. Chi doveva assicurare e garantire preventivamente la sicurezza della manifestazione e della città e non l’ha fatto ne porta per intero la responsabilità.

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L’ondata di rivolte popolari e di violenza che ha investito in questi mesi il Mediterraneo meridionale non sembra abbandonare i paesi del Maghreb e del Mashrek.
C’è chi sostiene che si tratta dell’inizio di una lunga battaglia: la democrazia,si sostiene, è ormai un obiettivo irrinunciabile. Lo è per l’intero mondo islamico e non solo per i giovani e le giovani che hanno manifestato a migliaia contro i regimi dispotici che per decenni hanno oppresso i loro paesi. Ma c’è chi ritiene invece che si tratta del miraggio di giovani temerari, illusi che il mondo islamico riuscirà a liberarsi rapidamente dal dispotismo e dall’oscurantismo di una tradizione millenaria. E c’è chi sostiene che eventi come la fuga improvvisa del presidente Ben Ali e le dimissioni del presidente Hosni Mubarak non potranno cambiare il destino della Tunisia e dell’Egitto. La prepotenza e la violenza del potere è tuttora diffusa in entrambi questi paesi.

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Il rovesciamento del presidente tunisino, Bin Ali, ha, sicuramente, portato un nuovo entusiasmo, euforia tra la popolazione Tunisina.
Il giorno dopo della partenza del vecchio presidente si è aperta la fase più difficile della rivoluzione tunisina, quella che deve portare il paese ad un vero cambiamento e trovare le risposte giuste ai problemi di milioni di cittadini che hanno posto la loro speranza di cambiamento sulla rivoluzione. I tunisini hanno dovuto affrontare fondamentali sfide, durante i 9 mesi dopo la caduta del regime.
il rilascio di prigionieri politici, l'autorizzazione di decine di nuovi partiti politici, la cancellazione delle restrizioni sui media e internet, lo scioglimento del partito al governo precedente, l'RCD, e gli sforzi per smantellare l'apparato di sicurezza del vecchio regime e l’annuncio della intenzione di aderire ai trattati internazionali sui diritti umani, compreso lo Statuto della Corte penale internazionale, sono segnali positivi.
Tuttavia le controversie sulla priorità delle riforme, l’instabilità politica, le crisi economiche, i conflitti su lavoro e disoccupazione, le tensioni tra le privilegiate regioni costiere e le interne relativamente impoverite, e l'insicurezza, rimangono ancora i problemi da affrontare.

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Sabato, 15 Ottobre 2011 07:22

Osservatore internazionale ISIET

La delegazione dell’Associazione per la Pace ha ricevuto l'accreditamento come osservatore internazionale dall’Alta Commissione Elettorale Indipendente Tunisina (ISIT) e monitorerà i seggi elettorali a Sidi Bouzid. Farà parte anche Domenico Rizzuti, portavoce SEM e cofondatore con Karim Hannachi, del FORUM ITALO TUNISINO PER LA CITTADINANZA MEDITERRANEA.

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Venerdì, 14 Ottobre 2011 08:00

Nessuno si salva da solo


Il dragone italiano, già presidente della Banca d’Italia e futuro presidente della BCE,ha dichiarato che“ L’Italia deve salvarsi da sola”. E’ un invito al suicidio collettivo che noi rifiutiamo.
Noi crediamo esattamente l’opposto. Bisogna unire in un unico fronte i Paesi Europei più indebitati ed a rischio default per mettere la BCE e l’asse Sarkozy - Merkel di fronte ad una scelta drastica:o falliamo tutti insieme,o il debito dei Paesi del Sud Europa,dell’Irlanda e del Belgio viene rinegoziato con tagli non inferiori al 50%!
Questo significa che bisogna rilanciare il ruolo dei Paesi del Sud - Europa nell’ambito della Unione Europea, non solo per salvare le nostre società dalla catastrofe, ma anche per guardare in avanti e spostare l’asse dell’algida burocrazia di Bruxelles verso il Mediterraneo.

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Lo sforzo delle classi dominanti è di subordinare sempre più strettamente il processo di formazione delle nuove generazioni alle domande del mercato del lavoro. La legge Gelmini è il compimento in Italia di questo processo. Studenti e ricercatori devono capire che possono far cambiare registro e incidere sulle scelte politiche

È tempo di riprendere la discussione sull'Università, una delle istituzioni che è entrata tardivamente nel vortice delle politiche neoliberiste e che oggi le subisce con particolare asprezza. Vorrei qui richiamare l'attenzione soprattutto sull'art. 12 della legge Gelmini, relativa ai ricercatori a tempo determinato (per il commento critico sistematico a questa legge rinvio al sito www.amigi.org). Stabilisce il Comma 4: «I contratti hanno durata triennale e possono essere rinnovati una sola volta per un ulteriore triennio previa positiva valutazione delle attività didattiche e di ricerca svolte». Ecco d'un sol colpo e quasi di soppiatto inserito nel corpo dell'Università un dispositivo che sconvolge l'assetto storico della riproduzione scientifica e intellettuale nel nostro Paese. Il "lavoro flessibile", dunque, il precariato è legge anche dentro le nostre vetuste strutture dell'alta formazione. Come non esaltarsi di fronte a tanta modernità che avanza, alle invocate riforme che finalmente si realizzano?

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Si è svolta a Lamezia il 2 ottobre l’assemblea promossa da SEM – Sinistra Euro-Mediterranea e Rete a Sinistra sul tema “ROMPIAMO LE RIGHE e COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA”, con l’idea forte di delineare un patto tra generazioni e generi per la costruzione di un’Alternativa alla catastrofe economica, sociale ed ambientale, nell’orizzonte della carta di TEANO (Ottobre 2010) e dar vita un soggetto politico in grado di sostenerla e realizzarla, partendo dalla Calabria.
All’incontro hanno partecipato docenti universitari, esponenti del mondo della cultura e dell’associazionismo, rappresentanti sindacali, esponenti politici, cittadine/i provenienti da ogni parte della regione e una rappresentanza del gruppo di contatto nazionale di Rete@Sinistra.
Il confronto serrato ha coinvolto tutti/e i/le partecipanti e si è sviluppato attorno ad alcune questioni di fondo quali la crisi attuale e le strategie per uscirne, il disarmo della finanza, il congelamento del debito, il rapporto tra Europa e Paesi del Mediterraneo, un patto tra donne e uomini di diverse generazioni, basato su nuovi valori e strumenti di solidarietà, la riaffermazione del valore e della dignità del lavoro, l’opportunità di un nuovo soggetto politico in grado di rappresentare le istanze della società civile con contenuti innovativi, superando le frantumazioni e i modi di far politica dei partiti tradizionali e prendendo atto della fine del riformismo novecentesco.

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Conferenza stampa a sostegno della transizione democratica

partecipa Giacomo Filibeck, pubblicato il 11 ottobre 2011 , 29 letture

ott112011

Ore 15:30 - Sala conferenze Sede nazionale Pd
Via S. Andrea delle Fratte, 16 - Roma
“È dall'inizio delle proteste che Il Partito Democratico ha dimostrato il suo sostegno alle principali forze della rivoluzione in Tunisia. Da gennaio abbiamo più volte visitato e accolto in Italia i principali leader dei movimenti e partiti che hanno da sempre lottato per la democrazia e la libertà. In vista delle prossime elezioni del 23 di ottobre, le prime all'insegna della trasparenza e del rispetto dei principi democratici, il Pd ha voluto accompagnare e sostenere i tunisini in questa fase di transizione democratica, e vuole offrire il proprio contributo ospitando iniziative politiche volte a promuovere la più larga partecipazione dei residenti tunisini aventi diritto al voto in Italia.

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L’appuntamento è il 2 ottobre dalle ore 9,30 alle ore 18 a Nicastro- Lamezia Terme Palazzo Nicotera Piazza Tommaso Campanella, con il seguente programma:
ROMPIAMO LE RIGHE e COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA
Un patto tra generazioni e generi per la costruzione, a sinistra, di un Alternativa alla catastrofe sociale ed ambientale nell’orizzonte della carta di TEANO(ott. 2010) e per un soggetto politico in grado di sostenerla e realizzarla, partendo dalla Calabria.

Lamezia Terme - NICASTRO, 2 Ottobre 2011
ore 9,30-18,00
Palazzo Nicotera Piazza T. Campanella

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Sabato, 01 Ottobre 2011 19:51

Carta di Teano 26-10-2010

1) E’ l'Italia che garantisce a tutti i suoi abitanti un minimo vitale, un reddito di cittadinanza, che valorizza il lavoro e la produzione di beni socialmente utili e compatibili con l’ambiente, a partire dai valori e diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.
2) E’ l’Italia che accoglie il profugo, lo straniero perseguitato, disperato, costretto all’emigrazione da guerre e disastri ambientali, da un’economia globale escludente e punitiva con i più deboli. Un paese aperto al mondo, accogliente, multiculturale.
3) E’ l’Italia che protegge, cura e preserva, per le generazioni future, il suo straordinario patrimonio culturale, storico, architettonico. E’ il paese dei paesaggi armoniosi, costruiti attraverso un secolare e paziente interscambio tra uomo e natura. E’ L’Italia della co-creazione , tra l’attività umana e questa Terra che ci è stata prestata.
4) E’ l’Italia che riduce i consumi, lo spreco, e valorizza il riciclaggio degli scarti di lavorazione, mentre combatte il riciclaggio del denaro “sporco”. E‘ il paese delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, della sovranità energetica ed alimentare.

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