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Movimento Politico-Culturale
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Venerdì, 30 Dicembre 2011 10:35

LA NOSTRA SPENDING REVIEW

Il costo del debito pubblico italiano non è sostenibile: 85 miliardi all'anno di interessi su 1.900 miliardi di debito complessivo, che l'anno prossimo saranno probabilmente di più: 90-100; a cui dal 2015 si aggiungeranno (ma nessuno ne parla) altri 45-50 miliardi all'anno, previsti dal patto di stabilità europeo, per riportare progressivamente i debiti pubblici dell'eurozona al 60 per cento dei Pil. Ma questa è solo la parte nota del nostro debito pubblico; ce n'è un'altra "nascosta", che forse vale quasi altrettanto e che emergerà poco per volta, mano a mano che verranno a scadenza impegni che lo Stato o qualche Ente pubblico hanno assunto per conto di operatori privati sotto le mentite spoglie di una finanza di progetto. Il Tav (treno ad alta velocità) è l'esempio e il modello più clamoroso di questo sistema; comporta per la finanza pubblica - finora, ma non è finita qui, e Passera ci si è messo di impegno - un onere nascosto di circa 100 miliardi di euro. Ma secondo Ivan Cicconi dietro le circa 20 mila Spa messe in piedi dalle diverse amministrazioni locali si nasconde un numero indeterminato di "finanze di progetto", i cui oneri verranno alla luce poco per volta nei prossimi anni. Doppia insostenibilità. Colpa della Politica? Certamente. Ma soprattutto colpa delle privatizzazioni, che non sono un'alternativa agli sperperi della Politica, ma il loro potenziamento a beneficio della finanza privata e di profittatori di ogni risma. La vera alternativa alla cattiva politica è la trasparenza e il controllo dal basso della spesa e dei servizi pubblici: la loro riconquista come beni comuni..

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Nell'ultimo decennio in 25 paesi emergenti il Pil è cresciuto ad un tasso medio annuo del 5.8 per cento (Qatar, Cina, Kazakhstan, India, Vietnam e Nigeria l'hanno nettamente superato), di contro ad una crescita negativa del Giappone, all'1% dell'eurozona, ed all'1,5% degli Usa. Sempre nell'ultimo decennio la distribuzione del prodotto industriale mondiale ha visto il crollo degli Usa (passati dal 24.8 al 15.6%), del Giappone (dal 15.8 al 9,1%) e della Ue (dal 24.2 al 18%).

Mentre tutti i paesi occidentali sono gravati da un pesante debito pubblico, da una bilancia commerciale passiva (eccetto il Giappone e la Germania), da una crisi finanziaria e da una caduta delle Borse da quattro anni, i capitali sovrani - cioè i capitali in mano agli Stati - crescono e si concentrano nelle potenze emergenti, che stanno facendo shopping di imprese, risorse minerarie, terreni agricoli (solo in Africa sono state acquisite dai capitali sovrani terre fertili per una superficie pari alla Francia).

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Giovedì, 08 Dicembre 2011 07:39

Cambiare rotta puntando dritti al Mediterraneo!

Si può ridimensionare la finanza, riprendere il controllo dell’economia, praticare la democrazia, e imboccare, su quest’asse, la rotta per  salvare l’Europa di oggi, dominata dal potere unico   della globalizzazione e della finanza, in cui è assente la politica e la sinistra, è ridotta ai minimi termini? Evidentemente no. Al contrario i parlamenti mettono il pareggio bilancio in Costituzione, abdicano allo strapotere dell’economia e della finanza e,contestualmente,  bloccano l’istituto del “referendum”. Di fatto siamo di fronte ad una sospensione della democrazia  in tutti I Paesi dell’Unione, i cui sistemi, espressione ,ormai in tanta parte , di gruppi finanziari, tollerano  solo “governi tecnici” o governi che assecondino i loro disegni.

Pubblicato in News e Documenti


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