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Meeting International Antiraciste
Con l’alibi della crisi finanziaria e sotto l’egida della Banca Centrale Europea, il Governo Berlusconi ha deciso una manovra da macelleria sociale basata sulle stesse politiche liberiste che hanno prodotto la crisi.
In particolare, ha deciso di considerare la vittoria referendaria dello scorso giugno come un banale incidente di percorso che, se impedisce (per il momento) ai poteri forti di allungare le mani sull’acqua, senz’altro permette la riproposizione dell’obbligo di privatizzazione per tutti i servizi pubblici locali “a rilevanza economica”.
Fa da contraltare la cosiddetta opposizione del PD, che si scaglia contro l’obbligo di privatizzazione, ma solo perché ne preferisce la libera scelta, fatta per piacere e senza imposizioni.
C’è qualcosa che continua a non essere chiaro al mondo politico e ai grandi capitali finanziari.
Con il voto referendario del 12 e 13 giugno scorsi, la maggioranza assoluta del popolo italiano ha deciso di ritirare due deleghe fino ad allora assegnate.
Almeno due fenomeni, distinti fra loro, ma fortemente correlati , sgomentano oggi chiunque osservi la turbolenta scena dell' economia e della finanza. Una scena che ormai fa del presente disordine mondiale il nostro pasto mediatico quotidiano. Il primo riguarda lo stolido e pervicace conformismo con cui banche centrali, governi, partiti, economisti, continuano a trovare “soluzioni alla crisi” riproponendo le usurate ricette che l'hanno generata, e ora resa potenzialmente catastrofica. La seconda riguarda la rapidità con cui la violenza di alcuni potentati finanziari internazionali si trasforma in uno stato di necessità, accettato dai gruppi dirigenti dei vari Paesi come una inaggirabile calamità naturale.
Londra brucia. Londra brucia dopo l’assassinio a sangue freddo da parte della polizia del “nero” Marck Duggan. Londra brucia e nella memoria di molti si è subito iniziato a vedere una sottile linea rossa con i fatti del 1981, quando sempre in Inghilterra, dopo un fattaccio simile nei confronti di un uomo di colore scoppiarono cruente rivolte. L’odio razziale prevalse nell’81 e si incrociò con un malessere dovuto alle politiche ultra liberiste della Tatcher dando alla rivolta un sapore molto più sociale e politico. Anche Wu Ming 5 cade nella tentazione di vedere e di descrivere come contigue e continue le rivolte dell’81 con le rivolte dell’estate 2011.
Foto d'epoca: Palestina Pre-Sionista - Effedieffe FREE
Londra brucia. Londra brucia dopo l'assassinio da parte della polizia del “nero” Marck Duggan. Londra brucia e nella memoria di molti si è subito iniziato a vedere una sottile linea rossa con i fatti del 1981, quando sempre in Inghilterra, dopo un fattaccio simile nei confronti di un uomo di colore scoppiarono cruente rivolte. L’odio razziale prevalse nell’81 e si incrociò con un malessere dovuto alle politiche ultra liberiste della Tatcher dando alla rivolta un sapore molto più sociale e politico. Anche Wu Ming 5 cade nella tentazione di vedere e di descrivere come contigue e continue le rivolte dell’81 con le rivolte dell’estate 2011.
Solo da un paio di anni il debito dello Stato, una volta definito “debito pubblico” viene sempre più spesso chiamato “Debito Sovrano”. Niente di più falso e fuorviante. Proprio quando gli Stati hanno perso la loro autonomia rispetto alla potenza e tracotanza dei mercati finanziari è stata inventata la definizione di “debito sovrano”. Ancora più paradossale nel caso dei paesi europei , i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) , che ricadono nell’area dell’Euro ed i cui governi sono soggetti ai dictat di Bruxelles. Come dimostrano gli avvenimenti di questi ultimi mesi, c’è una maggiore autonomia/sovranità in un piccolo paese come l’Islanda che in qualunque grande e ricco stato dell’Eurozona.
Siamo un gruppo di amici italiani e tunisini uniti dalla “concittadinanza” mediterranea. Una “concittadinanza” fondata sul rifiuto dell’attuale situazione politica ed economica del Mediterraneo e delle condizioni sociali dei popoli che vivono sulle sue sponde lasciate nelle mani dei politici del nord e del sud di questo mare, che governano e sgovernano in nome della civiltà e della democrazia, cioè in nome nostro, noi che circoliamo intorno a questo lago travagliato, e che siamo, direttamente o no, consapevolmente o no, complici dei fatti e dei misfatti che succedono in questa regione.
Tuttavia, i processi in atto sulla riva sud e il vento del cambiamento anche qui in Italia alimentano le nostre speranze e confermano la nostra volontà di impegnarci tutti per un Mediterraneo migliore attraverso l’esercizio della nostra cittadinanza.
Perché la speculazione finanziaria si è accanita nei confronti dei paesi del sud Europa ? perché non ha attaccato il Giappone , per esempio, che ha un debito pubblico pari a due volte il Pil ? oppure il più grande debito pubblico del mondo, quello a stelle e strisce ? Ed ancora : se è vero che grandi banche Usa posseggono titoli di Stato dei PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna), quali interesse hanno a vedere fallire questi Stati ?
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in mezzo al panico finanziario che sta buttando nell’angoscia, anticamera della disperazione, decine di milioni di cittadini europei.