L’inaccettabile ricatto del Pd sulle primarie e l’assenza di contenuti nel dibatto politico in Calabria

 

COMUNICATO STAMPA

SEM - SinistraEuroMediterranea

L’inaccettabile ricatto del Pd sulle primarie e l’assenza di contenuti nel dibatto politico in Calabria

 

Della guerra per bande che sta dilaniando il Pd calabrese abbiamo già parlato, valutandone le conseguenze negative sul piano politico.

Aggiungiamo che le primarie, fissate per il 21 settembre, in questo contesto non possono rappresentare, di per sé, anche con la presenza di volti nuovi sponsorizzati da Roma, il viatico per la costruzione di un progetto politico-programmatico realmente alternativo e di rottura con le stagioni di governo – di centrodestra e di centrosinistra - che hanno condotto la nostra regione fin sull’orlo del baratro (e forse già oltre).

Non nascondiamo, tuttavia, di essere rimasti basiti di fronte alle recenti affermazioni dell’on. Ernesto Carbone, uomo vicinissimo al segretario-premier Matteo Renzi, secondo il quale la partecipazione di Sel alle primarie di coalizione – dunque ad una futura alleanza di governo – sarebbe incompatibile con la battaglia che lo stesso partito sta conducendo in parlamento per contrastare la controriforma del governo e della maggioranza delle larghe intese sulla nuova legge elettorale, sulla natura del Senato, più in generale sull’equilibrio dei poteri nel quadro dell’ordinamento repubblicano.

Un ricatto bello e buono che, in Calabria, pesa come un macigno sulla candidatura del compagno Gianni Speranza, le cui qualità politiche e morali noi apprezziamo al di là del giudizio severo che abbiamo espresso sulle primarie e sulla capacità del Pd di imprimere una svolta reale al corso delle cose nella nostra regione. Speranza rappresenta un esempio di coerenza politica, di buona amministrazione e di coraggio nel fronteggiare il malaffare e gli interessi della criminalità organizzata. E ciò non è una cosa di poco conto in una regione come la nostra.

Questa sortita di Carbone, per altro verso, costituisce un’altra prova dell’involuzione autoritaria che sta interessando il Pd, sempre più allergico al confronto democratico ed al dialogo con chi è portatore di idee e visioni della società, dell’economia, delle istituzioni diverse dalle proprie.

Come già annunciato, nei prossimi giorni ci faremo carico, comunque, di immettere nell’asfittico dibattito politico regionale una serie di tematiche (Reddito di cittadinanza, sanità, aree interne, utilizzo delle risorse comunitarie, qualità dell’ambiente) per sottrarlo alla dimensione della disputa nominalistica in cui adesso è stato cacciato.

Verificheremo allo stesso tempo la disponibilità di altre forze, movimenti, associazioni, personalità del mondo della cultura, a confrontarsi sulle cose che contano, quelle che riguardano il futuro della Calabria e dei calabresi.

 

Della guerra per bande che sta dilaniando il Pd calabrese abbiamo già parlato, valutandone le conseguenze negative sul piano politico.

Aggiungiamo che le primarie, fissate per il 21 settembre, in questo contesto non possono rappresentare, di per sé, anche con la presenza di volti nuovi sponsorizzati da Roma, il viatico per la costruzione di un progetto politico-programmatico realmente alternativo e di rottura con le stagioni di governo – di centrodestra e di centrosinistra - che hanno condotto la nostra regione fin sull’orlo del baratro (e forse già oltre).

Non nascondiamo, tuttavia, di essere rimasti basiti di fronte alle recenti affermazioni dell’on. Ernesto Carbone, uomo vicinissimo al segretario-premier Matteo Renzi, secondo il quale la partecipazione di Sel alle primarie di coalizione – dunque ad una futura alleanza di governo – sarebbe incompatibile con la battaglia che lo stesso partito sta conducendo in parlamento per contrastare la controriforma del governo e della maggioranza delle larghe intese sulla nuova legge elettorale, sulla natura del Senato, più in generale sull’equilibrio dei poteri nel quadro dell’ordinamento repubblicano.

Un ricatto bello e buono che, in Calabria, pesa come un macigno sulla candidatura del compagno Gianni Speranza, le cui qualità politiche e morali noi apprezziamo al di là del giudizio severo che abbiamo espresso sulle primarie e sulla capacità del Pd di imprimere una svolta reale al corso delle cose nella nostra regione. Speranza rappresenta un esempio di coerenza politica, di buona amministrazione e di coraggio nel fronteggiare il malaffare e gli interessi della criminalità organizzata. E ciò non è una cosa di poco conto in una regione come la nostra.

Questa sortita di Carbone, per altro verso, costituisce un’altra prova dell’involuzione autoritaria che sta interessando il Pd, sempre più allergico al confronto democratico ed al dialogo con chi è portatore di idee e visioni della società, dell’economia, delle istituzioni diverse dalle proprie.

Come già annunciato, nei prossimi giorni ci faremo carico, comunque, di immettere nell’asfittico dibattito politico regionale una serie di tematiche (Reddito di cittadinanza, sanità, aree interne, utilizzo delle risorse comunitarie, qualità dell’ambiente) per sottrarlo alla dimensione della disputa nominalistica in cui adesso è stato cacciato.

Verificheremo allo stesso tempo la disponibilità di altre forze, movimenti, associazioni, personalità del mondo della cultura, a confrontarsi sulle cose che contano, quelle che riguardano il futuro della Calabria e dei calabresi.

www.Sinistraeuromediterranea.it

 

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