DICHIARAZIONE DEL CIME sulla politica di immigrazione





DICHIARAZIONE DEL CIME sulla politica di immigrazione


Un nuovo vertice straordinario dei ministri dell’interno si riunirà a Bruxelles il 14
settembre per affrontare l’“emergenza” dei flussi migratori e il Segretario Generale
delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha chiesto ai rappresentanti degli Stati membri
di discuterne nel quadro dell’Assemblea generale il prossimo 30 settembre.
Quel che sta avvenendo fra l’Africa e l’Europa attraverso il Mediterraneo, nelle
Americhe e in Asia non è tuttavia un’emergenza umanitaria ma è un mutamento
demografico epocale e permanente nei rapporti fra le popolazioni nel mondo come
conseguenza della radicalizzazione delle crisi a cui le istituzioni internazionali e
gli Stati non hanno voluto dare risposte adeguate ed urgenti.
Nel corso degli anni si è rarefatta la protezione dei diritti fondamentali e il
riconoscimento della dignità dell’Uomo, la difesa dell’ambiente, la garanzia di beni
comuni come l’acqua, l’alimentazione, la salute, l’educazione, la democrazia, la
convinzione che i contrasti fra gli Stati e all’interno degli Stati devono essere
risolti in modo pacifico per cancellare la paura degli orrori delle guerre, il rispetto
delle diversità culturali e religiose.
Oggi la vera sfida sta in un rapido cambiamento di rotta per rispondere al
mutamento demografico, per mettere fine alle crescenti rarefazioni e creare le
condizioni di un sistema internazionale governato democraticamente che
garantisca a tutti beni comuni.
Facciamo nostro il grido di Papa Bergoglio: “Globalizziamo la solidarietà”.
Gli Stati e le istituzioni internazionali hanno preso in questi anni impegni
collettivi e hanno creato strumenti politici, giuridici e finanziari riassunti negli
“Obiettivi del Millennio” che sono all’ordine del giorno della prossima Assemblea
generale delle Nazioni Unite.
L’Unione europea ha innovato con il Trattato di Lisbona le politiche europee di
asilo e di immigrazione fondandole sui valori del rispetto della dignità umana,
dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti dell’Uomo.
E’ necessario che l'UE svolga una politica estera più incisiva, anche attraverso
interventi straordinari, verso i paesi e le aree di crisi più coinvolte non nel
processo di emigrazione, ma di spostamenti biblici a cui stiamo assistendo. Un
fenomeno così straordinario non si risolverà con i soliti interventi "ordinari".
Cambiare rotta oggi si deve e si può.
MOVIMENTO EUROPEO
CONSIGLIO ITALIANO

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CAMBIAMO ROTTA
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