BREVIARIO Palermitano – Società Civile

Il carnevale volge al termine, le primarie a Palermo continuano.

Il Popolo della Libertà ha fissato per il prossimo 18 marzo la data per lo svolgimento delle elezioni primarie per la scelta del candidato a sindaco, ma ad oggi la gara è andata deserta, come succede nelle gare d'appalto combinate. Le primarie saranno allargate ai partiti della coalizione: Pid, Grande Sud, La Destra, Noi Sud e Fare Italia anche se Miccichè ha già detto che andrà da solo, anzi no appoggerà il candidato del terzo polo, ma anche insieme al PDL.

Il terzo polo ha già un candidato Costa, giovane manager pubblico, miracolato dalla politica e pontiere fra le varie anime della destra e non solo. Una sorta di Ferrandelli allo specchio, tanto che il segretario dell'UDC ha paura che al dunque Lombardo lo molli e dia ordine all'MPA di votare Ferrandelli per aiutare il pezzo di PD che lo sostiene al governo della regione, la coppia Cracolici Lumia.

A Palermo (solo a Palermo ?), in queste primarie ,nessun uomo di partito vuole sembrare tale. Tutti sono alla ricerca di foglie dall'albero di fico della società civile. Tutti si presentano come chiamati “a furor di popolo” .

La destra è più innovativa. Se la società civile non si fa sentire un buon candidato di destra se la inventa lì per lì. I movimenti spuntano come funghi dopo la pioggia, “Palermo impresa”, “amaPalermo” , e così via, con liste e associazioni mai sentite, proposte da imprenditori dei servizi, proprietari di squadre di calcio e di supermercati, vice sindaci che si riscoprono movimentisti.

Anche nel centrosinistra tre candidati su quattro hanno l'appoggio di spezzoni della società civile che servono a mascherare gli schieramenti degli spezzoni di partito che li sostengono,. Il PD per essere sicuro di sbagliare sostiene in modo diretto e indiretto tre candidati su quattro. C'è né per tutti i gusti :il rottamatore che trascina a Palermo il Sindaco di Firenze, miracolato sulla via di Arcore, l'espulso dall'IDV che si porta dietro un pezzo di partito e soprattutto l'appoggio dell'ala maggioritaria del PD quella che vuole, a costo di spaccare il partito, l'accordo con il terzo polo e la chiusura a sinistra. Poi c'è Rita Borsellino che, da indipendente, ha accettato la chiamata diretta di Bersani e quella meno decisa del segretario regionale del PD . La Borsellino ha capitalizzato l'appoggio tumultuoso dell'IDV, che ha già piazzato l'ombra di Orlando come vicesindaco, e dei partiti della sinistra extraparlamentare (in senso tecnico, non che siano estremisti, per carità) che trovano nell'occasione delle primarie la possibilità di battere un colpo, tanto per rassicurarsi di essere ancora vivi.

Ma a Palermo esiste la “società civile”?

Di certo ogni giorno si incontra la “asocialità incivile”, l'incapacità di essere società, a prescindere dalle divisioni di classe , dove perfino il familismo amorale è una camicia di forza per una inciviltà autolesionista dilagante. La recente campagna referendaria, sulla politica, i beni comuni, l'energia, ha compiuto il miracolo di tenere assieme la galassia di associazioni che frammentano la società civile in Sicilia, assieme si, ma senza esagerare, è stato un buon risultato arrivare a due forum regionali sull'acqua pubblica, potevano essere molti di più.

Finiti i referendum, incassato un buon risultato in particolare a Palermo, dove i votanti sono stati di gran lunga superiori alla media dei partecipanti ai referendum del passato e soprattutto alla somma di voti dei partiti di centrosinistra, tutto è tornato come prima. Uno scenario favorevole e imprevisto, una stagione di egemonia politica e culturale, i pezzi della società civile che lavorano fianco a fianco, che coinvolgono vasti strati di elettori ,che vincono il confronto referendario, che si tramuta il giorno dopo la proclamazione dei risultati in una rinnovata frammentazione di sigle e di ambizioni da leader di condominio.

Dalla asocialità incivile forse siamo passati ad una asocialità civile, buona solo a tenere il gioco delle cordate del PD in lotta per il potere, e dove piccoli leader crescono pronti a passare dalle riunioni di condominio a quelle del consiglio comunale.

Gianni B.Biundo

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