Magneti Marelli : La FIOM SBULLONA LA FIAT E Torna in Fabbrica

ROMA (Reuters) - Il Tribunale del Lavoro di Bologna ha accolto oggi il ricorso presentato dalla Fiom contro la Magneti Marelli, società del gruppo Fiat, per comportamento antisindacale a seguito della esclusione dei delegati delle tute blu della Cgil dalle Rsa, rappresentanze sindacali all'interno dell'azienda.

Ne dà notizia la Fiom con una nota. La Fiom ha dunque diritto ad avere i propri rappresentanti in fabbrica nonostante non abbia firmato il nuovo contratto siglato sul modello di Pomigliano d'Arco.

Fiat si dice "stupefatta" per l'esito del giudizio, aggiungendo che "farà immediatamente opposizione al decreto del giudice del lavoro di Bologna".

L'articolo 19 dello statuto dei lavoratori, "più volte confermato nella sua legittimità dalla Corte Costituzionale, prevede che si possano costituire rappresentanze sindacali aziendali solo nell'ambito dei sindacati firmatari dei contratti applicati in azienda", dice una nota Fiat, ricordando che la Fiom non ha sottoscritto l'accordo.

Secondo il Tribunale alla Fiom spetta, in applicazione dello stesso articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, il diritto alla rappresentanza essendo il primo sindacato in fabbrica alla Magneti Marelli e avendo partecipato alla trattativa per il nuovo contratto, nonostante non lo abbia firmato.

"Conseguentemente deve essere accolto il ricorso e si deve intimare alla società convenuta di rimuovere la propria condotta accettando i nominativi forniti da Fiom quali Rsa e riconoscere, conseguentemente, tutti i diritti derivanti da tale nomina di cui al titolo III della l.300/1970 (statuto dei lavoratori)", si legge nella sentenza del Tribunale.

Soddisfatto il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini: "È la quinta volta, in cinque diversi tribunali, che nell'ultimo anno la Fiat viene condannata per comportamento antisindacale per atti e azioni contro la Fiom, i suoi iscritti e i suoi delegati", dice Landini secondo il quale "si dimostra che il nuovo contratto imposto dalla Fiat - più che per ragioni produttive, economiche e organizzative - ha l'obiettivo di escludere il sindacato più rappresentativo del settore e di limitare le libertà sindacali delle singole persone".

Allo stabilimento di Melfi, la Fiat è stata recentemente obbligata dal Tribunale a riassumere tre operai Fiom licenziati con l'accusa di aver impedito ad altri dipendenti di lavorare durante una manifestazione interna alla fabbrica. Per il giudice il Lingotto si è macchiato di comportamento antisindacale e deve reintegrare i lavoratori. Fiat si rifiuta di riprenderli al lavoro pur assegnando loro la retribuzione.

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http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE82Q04920120327

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