Sabato 28 Aprile a Firenze Assemblea Soggetto Politico Nuovo

A tutte e tutti noi
che abbiamo sottoscritto il Manifesto per un soggetto politico nuovo in segno non solo di adesione ideale, ma di concreta disponibilità alla partecipazione e all’impegno quotidiano.

Sabato 28 aprile 2012 ci incontreremo a Firenze, come già annunciato, per un appuntamento che non vuole né può essere semplicemente formale. Che intende essere e sarà di lavoro. Non un Convegno, né una conferenza, ma un’Assemblea Aperta di confronto e di organizzazione.

Nel nostro Manifesto per un soggetto politico nuovo, l’aggettivo nuovo sta dopo il sostantivo soggetto, non prima, a sottolineare che non intendiamo dar vita semplicemente a un’altra entità politica (una tra le altre – un altro protagonista marginale di una vita pubblica logorata) ma a qualcosa di effettivamente nuovo, che rompa con la pratica prevalente e instauri uno stile di relazione e di azione questo sì DIVERSO. Per questo il modo con cui si svolgeranno i lavori nel nostro incontro è decisivo: dovremo sperimentare un metodo per lavorare insieme democratico, partecipativo e fattivo nello stesso tempo.

Vediamo ogni giorno di più quanto la crisi dell’attuale sistema dei partiti vada precipitando. L’ultimo sondaggio realizzato da Mannheimer per il “Corriere della sera” ci dice che la fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti è scesa al minimo storico del 2 per cento. Quella nel Parlamento all’11 per cento (solo un cittadino su dieci si fida del nostro massimo organo di rappresentanza politica). E siamo una REPUBBLICA PARLAMENTARE! Ciò significa che la separazione tra le attuali forme organizzate della politica e i cittadini sta tirando giù la nostra democrazia. La crisi dei partiti si sta trasformando in crisi di legittimazione del modello democratico.

Di questo a Firenze soprattutto discuteremo: della crisi della nostra democrazia, dentro la quale ci sono, in primo luogo, la crisi dei diritti sociali, la crisi del lavoro (su cui, art. 1, si regge la Repubblica), la crisi del Welfare, l’incessante distruzione ambientale come sacrificio all’altare della crescita, le minacce costanti alla salute pubblica, la crescita smisurata delle diseguaglianze e delle ingiustizie sociali,  l’insostenibilità della situazione economica, unificati, tuttavia, dal tema prioritario del “Che fare” qui e ora. Di come spezzare la spirale della sfiducia e dell’inazione, e di come segnare un punto di rimbalzo. Una linea di resistenza.

Questa passa – l’abbiamo affermato a chiare lettere – attraverso il rifiuto della delega della politica e della rappresentanza agli attuali partiti. E, quindi, attraverso la costruzione di uno strumento costituzionale di partecipazione della cittadinanza alla vita democratica del paese, che intende essere protagonista non marginale né minoritario della lotta politica. Uno strumento che – primo nel suo genere – non è esclusivo (non chiede ai suoi aderenti il monopolio dell’appartenenza, ammette appartenenze politiche plurime, polimorfe e molteplici, ma un’adesione di fondo a un comune stile di comportamento politico, alla comune costruzione di un’alternativa secondo le forme e i riferimenti valoriali indicati nel Manifesto). Ed è democratico nei suoi assetti interni, orientati al rigoroso principio di legalità e a un’assoluta trasparenza e condivisione dei processi decisionali.La forma del nostro lavorare insieme sarà il nostro banco di prova, l’Assemblea aperta di Firenze sarà solo il primo momento, necessariamente imperfetto e parziale, di un percorso che dovrà vedere una progressione di partecipazione.

Dovremo uscire da quella giornata con delle decisioni precise:

1      Dovremo decidere in primo luogo il nome che ci daremo. E farlo attraverso un lavoro collettivo e partecipato: per questo ve ne proporremo alcuni, altri vi preghiamo di farceli pervenire via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), senza timidezza, lasciandovi un po’ andare, poi ne faremo un elenco e li porteremo in votazione nel corso dell’Assemblea.

2      Dovremo valutare come (il perché lo sappiamo già benissimo) stare dentro la battaglia in corso per i diritti del lavoro, e in particolare il tentativo di liquidare, o di limitare, le garanzia dell’art.18. Con quali iniziative, con quali strumenti, in modo da garantire le più ampie alleanze sociali e culturali possibile a chi, come la FIOM, si batte in prima linea.

3      Dovremo affrontare il tema ispido delle elezioni e della rappresentanza (non si può evitare, come è ben chiaro a chi  va al voto a queste amministrative). Naturalmente non abbiamo per nulla deciso se ci candideremo alle politiche e con chi, perché, appunto, potremo deciderlo solo col metodo democratico che ci stiamo dando, quando la questione sarà matura. Ma di certo non potremo ignorare quella scadenza, per tante ragioni. In primo luogo perché quanto avverrà in Italia nel 2013 avrà un effetto decisivo sul destino della nostra democrazia e perché un’iniziativa come la nostra, che si propone di mettere in campo una nuova soggettività e ambisce a cambiare la politica nel nostro Paese, deve necessariamente confrontarsi con la questione delle prossime elezioni politiche.

4      Dovremo iniziare a individuare insieme- a partire dagli incontri territoriali che si svolgono in questi giorni- quadri di senso programmatici, per l’altra Italia e l’altra Europa che vogliamo: su quali temi prioritari impegnarci nell’elaborazione e nell’azione. Ponendo così le basi per un lavoro sui contenuti che avrà come primo sbocco una due giorni da tenere a giugno, in modalità partecipative ben articolate.

5      Dovremo strutturare la nostra presenza a rete nei territori, e trovare una forma di coordinamento e di organizzazione, dando vita ad una struttura non centralistica, ma neppure acefala. Cosa bella a dirsi, difficile a farsi.


Naturalmente sono invitati/e a partecipare all’Assemblea Aperta di Firenze – oltre a quanti hanno già sottoscritto il Manifesto e ne condividono l’impegno – tutti coloro che sono interessati alle posizioni e ai valori in esso contenuti, anche con legittimi dubbi, perplessità o critiche da muovere su specifici passaggi o all’intero impianto. Firenze vuole essere, per tutti/e costoro, uno “spazio pubblico aperto”, di confronto, chiarimento e comune elaborazione.

In moltissimi/e hanno scritto, in questi giorni, ponendo un’enorme quantità di domande (segno non solo dell’interesse ma della voglia di protagonismo critico) sul “soggetto politico nuovo” che è stato proposto nel Manifesto. Stiamo elaborando una prima lista di sintetiche possibili risposte (di FAQ, per dirla in linguaggio telematico, di Frequently Asked Questions) consultabile on line sul sito (http://www.soggettopoliticonuovo.it ): dovrebbe servire per chiarire preliminarmente, nel percorso verso Firenze, le questioni più semplici. Per tutto quanto – e sarà tanto – resta da precisare, sarà la discussione pubblica in Assemblea lo strumento naturale di elaborazione del discorso collettivo.

Per questa ragione si cercherà di favorire la partecipazione più ampia possibile al dibattito, stabilendo un tempo breve (non più di 7 minuti) pertutti gli interventi, senza eccezioni.

Arrivederci dunque a Firenze. E buon lavoro a tutte e tutti.

MANIFESTO PER UN SOGGETTO POLITICO NUOVO
Per autofinanziare l’evento e questa prima fase abbiamo approntato questa pagina.
http://www.soggettopoliticonuovo.it/assemblea-firenze-invito/

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna