La SEM con RECOSOL per Riace ed i Comuni dell’Accoglienza

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                                                La SEM con RECOSOL per Riace ed i Comuni dell’Accoglienza………………………………………………

 La SEM  , sottoscrive la richiesta di RECOSOL al Ministro Riccardi ed  esprime piena solidarietà e sostegno ai Comuni  Acquaformosa ( CS) e Riace (RC), da anni impegnati in una esemplare politica di accoglienza e rivitalizzazione dei propri territori.

Queste due amministrazioni  prive , ormai da otto mesi ,dei fondi destinati all’accoglienza dei rifugiati e richiedenti  asilo,  si trovano a gestire,  in condizioni  ormai al limite, una situazione  che rischia seriamente  di compromettere consolidate  esperienze esemplari di grande valore umanitario e politico.

Le politiche di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, sostenute con fondi dello SPRAR e dalla Protezione Civile,  hanno  dato vita in questi Comuni , a Caulonia e in  altre realtà  a pratiche di grande valore e significato .

Hanno fornito risposte di grande dignità ai bisogni e alle speranze di tante persone in fuga da guerre , fame, malattie , disastri ambientali.  

Hanno  consentito, con un’attività di rispettoso e dignitoso inserimento dei rifugiati,  di rivitalizzare, in una Regione  privata da ogni prospettiva di sviluppo, paesi e comunità  duramente colpite, anch’esse,  dall’emorragia migratoria, di recuperare antichi mestieri, di avviare attività di tutela del territorio e impostare progetti occupazionali in diversi settori , dall’agricoltura al tessile,attraverso  significative pratiche di cooperazione.  

Sono un modello per rilanciare una politica più generale di recupero e rilancio delle zone interne della dorsale appenninica, e non solo, di difesa di territori afflitti da cronici e devastanti  eventi di dissesto idrogeologico.

Riace, Acquaformosa, Caulonia ed i comuni calabresi dell’accoglienza, non possono essere lasciati soli.

Rilanciamo insieme una mobilitazione a loro sostegno, anche perché i loro tentativi ed loro successi costituiscono un riferimento certo sia  per dignitose politiche di accoglienza, sia  per bloccare l’abbandono ed impedire la morte di centinaia di paesi e comunità, a partire da quelle delle zone interne della dorsale appenninica

Richiediamo il finanziamento e l’attuazione della legge regionale calabrese del 12 giugno 2009, n. 18  su  “Accoglienza dei richiedenti Asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali”., che ha disciplinato la materia dell’accoglienza, dello sviluppo sociale e della rivitalizzazione dei territori delle zone interne.Una delle pochissime leggi esemplari e per questo subito dismessa. 

Chiediamo un tempestivo intervento non solo del ministro della Cooperazione ma, con esso , di quelli della Coesione Territoriale, dell’Ambiente, dell’Agricoltura.

Mimmo Rizzuti

(portavoce SEM.rete a@sinistra) .

 www.sinistraeuromediterranea.it

 www.comunisolidali.org

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tel 0122 48934 011 9724245

Alla cortese attenzione del Ministro Andrea Riccardi

Ministero per la Cooperazione internazionale e integrazione

Gent. Ministro Andrea Riccardi,

Ci permettiamo di segnalare con grande urgenza e preoccupazione la situazione che si sta creando

in alcuni centri della Calabria: Comune di Acquaformosa, in provincia di Cosenza e il Comune di

Riace in provincia di Reggio Calabria (entrambi aderenti a Recosol), comuni che da anni si

occupano dell’accoglienza migranti con progetti dello Sprar e in seguito all’emergenza nord Africa

progetti seguiti dalla Protezione Civile.

In particolare nel piccolo comune di Riace che ospita 120 rifugiati i fondi della protezione civile per

l’accoglienza dei rifugiati hanno raggiunto il ritardo di otto mesi. Anche se ritardi nel trasferimento

dei fondi per l’accoglienza sono sempre stati frequenti, una situazione come quella attuale non si è

mai verificata.. I ritardi stanno mettendo a serio rischio la serena convivenza, fino a creare una

grave emergenza di convivenza civile dovuta al rifiuto da parte dei fornitori storici di generi di

prima necessità (alimentari, farmacie ecc.) di continuare a far credito.

Come lei certamente saprà, Riace negli anni è stato preso a modello come “progetto pilota” per la

straordinaria capacità di trasformare un territorio difficile come la Locride in un esempio conosciuto

in tutta Italia e anche all’estero (tanto da suscitare l’interesse del regista Wim Wenders e far

diventare il paese protagonista del cortometraggio “Il Volo”). Oggi questa esperienza, sottoposta ad

una pressione intollerabile, rischia concretamente di esplodere.

I sindaci dei comuni di Acquaformosa e di Riace evidenziano altresì tempi eccessivamente lunghi

per le convocazioni dei richiedenti asilo presso le commissioni territoriali incaricate di esaminare la

domanda, giungendo fino ad un anno di attesa dopo l’arrivo in Italia, quando la legge (D.Lgs 25/08)

prevede che l’audizione si debba svolgere in tempi brevi e comunque non superiori a tre mesi dalla

richiesta di asilo.

Gli stessi Sindaci evidenziano con preoccupazione come quasi il 70% delle domande vengono

respinte senza neppure vedere riconosciute le esigenze di protezione umanitaria. Si tratta di un

approccio ingiustificatamente restrittivo che non considera in modo adeguato che gli attuali

profughi dalla Libia sono fuggiti da una guerra ( talvolta imbarcati con la forza dalle milizie di

Gheddafi) nel corso della quale hanno subito gravi traumi, e a seguito della quale hanno persone

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tutto. Il rientro nei paesi di origine è per la maggior parte di loro non possibile a causa dell’assenza

di legami famigliari, sociali ed economici con paesi lasciati molti anni fa (e per molti, in

giovanissima età, persino minorenni). Si tratta di persone che vanno tutelate e nei cui confronti va

assolutamente evitato che possano trovarsi allo sbando nel territorio nazionale, privi di accoglienza

e di regolare titolarità di soggiorno. Ne conseguirebbero gravi fenomeni di tensione sociale.

In particolare la Calabria è una regione ad alto rischio di criminalità: negando una protezione

internazionale o umanitaria agli attuali richiedenti asilo, le stesse persone che l’Italia ha accolto,

costrette a sopravvivere in qualche modo, verrebbero facilmente prese nelle file della “mano

d’opera” della ‘ndrangheta alimentando la zona d’ombra del lavoro illegale.

I sindaci dei comuni di Acquaformosa e il comune di Riace, e la Rete dei Comuni Solidali che

rappresenta trecento comuni in tutta Italia, si uniscono pertanto alla pressante richiesta avanzata al

Governo Italiano dal Tavolo Asilo, coordinato dall’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni

Unite per i Rifugiati), che unisce i principali enti di tutela italiani. Il Tavolo, con voce unanime, in

data 12 marzo 2012 ha chiesto con una nota pubblica rivolta all’Esecutivo “ di valutare

l’opportunità di una più ampia attuazione delle norme vigenti in materia di protezione umanitaria

che permetterebbe di rilasciare un permesso di soggiorno alla maggior parte delle persone arrivate

dalla Libia e la concessione di un permesso di soggiorno a titolo temporaneo a quanti non hanno

ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale, né la protezione umanitaria”.

Per il coordinamento Recosol il legale rappresentante

Lorenzo Sola

li 24 Aprile 2012

Ultima modifica ilMercoledì, 25 Aprile 2012 09:18

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