Un minuto di silenzio? (di Anna Pascuzzo)

Un minuto di silenzio ?
No, basta, a furia di star zitti sono vent'anni che nessuno parla più...
Tutti vedono ma non guardano, sentono ma non ascoltano e poi corrono, vanno di fretta ma non camminano e si distraggono, ansimano ma non respirano...
Io ne ho abbastanza dei minuti di silenzio, fra una morte e un'altra, fra una strage e un'altra, fra un incidente sul lavoro e un suicidio, fra uno stupro che finisce all'obitorio e un bambino violato.
Ne ho abbastanza dei vostri ipocriti minuti di silenzio interrotti sempre dieci secondi prima perchè, alla fine, un minuto vi sembra pure troppo. Ne ho fin sopra i capelli degli applausi dopo il minuto di silenzio, fatto a sè stessi come per dire < guarda quanto siamo bravi a star zitti per un minuto intero ! >
Le parole sono l'unica arma che abbiamo, le parole sono pietre e accompagnate dai fatti diventano pesanti.
Il minuto di silenzio serve solo a chi lo fa...
Dopo quello che è accaduto a Brindisi ci viene detto che qualunque cosa adesso può sembrare "fuori luogo"...ci invitano a tacere, a non fare retorica volgare, io me ne fotto del vostro invito a tacere.
Dobbiamo parlare, dobbiamo parlarne, dobbiamo, dobbiamo.
Facciamolo a scuola noi insegnanti, parliamone nei luoghi di lavoro, in famiglia, in quelle famiglie nelle quali non si parla mai, in quelle case dove l'unico libro che circola è un ricettario per fare bene il budino.
Dobbiamo discutere fra di noi, tornare a fare gruppo, uscire dall'isolamento nel quale questa "crisi così urlata" ci ha recintati, uscire dall'io e parlare con chi vicino a noi vive gli stessi drammi, la stessa desolazione, confrontiamoci, ritorniamo nelle piazze, ma sul serio.
Noi che da domani a scuola ci potremo andare, noi che siamo profondamente colpiti ma non terrorizzati come a Brindisi, noi che siamo quelli "fortunati" perchè la bomba qui da noi non è esplosa, noi abbiamo il dovere di creare un'altra "reazione", abbiamo la necessità di far capire ai nostri ragazzi, a quelli che pensano che <in fondo la mafia non può aver osato tanto >, a quelli che chiedono a gran voce aiuto allo Stato, noi dobbiamo dire a costoro che questo Stato che affama il popolo e questa mafia che scioglie nell'acido un bimbo di sei anni, che spara raffiche di mitra nel bel mezzo di una partita di pallone fra ragazzini, che ammazza un uomo sotto l'ombrellone davanti agli occhi di decine di turisti, noi dobbiamo far capire a chi ancora si nutre di luoghi comuni e associa alla mafia l'onore, a costoro dobbiamo dire che "onore" è il contrario di "mafia", non è un sinonimo ma un antonimo, onore e mafia non sono solo concetti distantii, onore e mafia sono inconciliabili, così come è inconciliabile con la civiltà quella parte dello Stato che fa affari con la mafia, quella parte dello Stato che chiama terrorista sia il criminale che spara ad un solo uomo, sia quello che fa esplodere una bomba in mezzo a decine di ragazzini.
Uno Stato etico e civile non deve permettere che il suo Popolo sia in preda al panico, deve discernere, ragionare ed insegnare ai suoi cittadini la libertà e la conoscenza.
Noi dobbiamo dire a quei cittadini che sulla libertà si deve vigilare, sempre, contro ogni "potere", sia esso politico, criminale e mafioso, che intenda calpestarla.
Anna Pascuzzo

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna