Il suicidio “assistito” di Bersani - Tonino Perna

 

Il suicidio “assistito” di Bersani

Tonino Perna

 

In ognuno di noi c’è una spinta autodistruttiva così come c’è una spinta costruttiva, vitale, che ci porta a guardare al futuro con fiducia.  Ma, in alcuni individui l’attrazione per l’autodistruzione alle volte arriva all’improvviso ed è più forte della spinta vitale.    Il segretario del Pd sembra essere ormai in preda a questa sindrome.  E non negli ultimi giorni. Già nel novembre del 2011 di fronte ad un Berlusconi allo sbando ha avuto paura di andare alle elezioni ed ha ceduto al pastrocchio del governo Monti, sostenendo tutte le sue iniziative anche quelle più scellerate che colpivano i diritti dei lavoratori senza alcun beneficio per la società e per l’economia. Non contento è andato incontro alle ultime elezioni politiche con un discorso ambiguo di alleanza con Monti, ovvero “apertura al centro” come si dice in gergo, con il bel risultato di aver regalato tanti voti al M5S e non solo.   Ha perso le elezioni, almeno rispetto alla vittoria data per scontata, e superato solo di pochi voti il  Pdl alla Camera, il partito di Berlusconi che tutti davano per spacciato.   Ma, non contento cosa fa il Bersani attratto dal cupio dissolvi : si mette ad inseguire il M5S sperando di spaccarlo e di prendere un po’ di voti al Senato, insieme a quelli di Scelta Civica.   Risultato: i portavoce del M5S lo mandano a quel paese, lo insultano e lo umiliano.   E lui cosa fa ?  Niente. Non capisce che basterebbe indicare un’altra persona, magari a lui vicina, per avere il consenso del M5S su alcuni punti condivisi.  Ma, non contento, rifiuta le offerte generose del Cavaliere, che spera così di restare nel gioco, e si lancia dritto verso le elezioni presidenziali all’insegna- dice- del cambiamento che vuole il paese.  A questo punto scatta l’imprevedibile : il M5S propone di votare Stefano Rodotà, già presidente del Pds e una delle figure più prestigiose della scienza giuridica a livello internazionale.  Non solo Grillo si fa intervistare per la prima volta dal Tg1 e dice: se Bersani vota Rodotà per la presidenza della Repubblica…si può aprire un dialogo….  E cosa fa il nostro ?   Cosa ci saremmo aspettati e, soprattutto, cosa si aspettavano i milioni di persone che hanno votato Pd ed anche quelli che avevano votato Grillo e si erano già pentiti ?  Questa volta Bersani abbraccia Grillo, salta sulla sedia dalla gioia e sostiene a spada tratta Rodotà, aprendo la strada al suo governo che- come ribadisce- deve corrispondere ad un governo di profondi cambiamenti e non si può fare con Brunetta o Gasparri…(parole sue).

Ed ecco il colpo di scena : Bersani sceglie di appoggiare Marini, spacca il partito e si prepara la fossa come segretario del Pd.  Una mossa eccezionale.   Difficile in un solo colpo farsi del male in questo modo, e farlo al paese.   Credibilità a zero, partito in rivolta, rottura irreparabile con Sel, rafforzamento improvviso del M5S che dimostra di non essere solo il partito del no.   Eccezionale.   Solo una attrazione verso l’autodistruzione, verso l’eutanasia politica,  può spiegare questa scelta e l’uomo che l’ha sostenuta.  Certo, non si è trattato del classico suicidio che si compie tra le mura domestiche in uno stato di grande solitudine e sconforto.  Quello di Bersani è un <<suicidio assistito>>,  e i vari compagni di lungo corso che l’hanno aiutato in questo gesto fatale- dai D’Alema alla Finocchiaro- è chiaro cosa hanno in mente.  Poveri noi e povera Italia!

www.sinistraeuromediterranea.it

 

 

 

 

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