Come ho conosciuto e ricordo Pietro Barcellona. Mimmo Rizzuti

Come ho conosciuto e ricordo Pietro Barcellona. Mimmo Rizzuti

E’ morto tre giorni fa nella sua Catania, Pietro Barcellona.

Un uomo, un filosofo, un giurista,  un politico di una sensibilità e intelligenza fuori dal comune.

Uno studioso attento, acuto, tagliente, dissacrante, ma nello stesso tempo ironico,  sorridente e cordiale,  che ha posto alla nostra attenzione tutto lo spettro dei problemi dell’umano coniugandoli con un costante impegno politico e sociale al cui centro ha sempre posto le persone nella loro interezza.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo direttamente e di poter godere della sua attenzione e amicizia. La sua morte mi ha  profondamente colpito e addolorato e con i compagni, gli amici, i cugini  della SEM che lui, nel 2006, aveva contribuito a costruire, partecipo sinceramente al dolore dei suoi familiari.

La sua attività di analisi della condizione umana, della evoluzione e crisi profonda della civiltà occidentale, lucida, intelligente , incessante, non facile da seguire, puntigliosa e senza indulgenze,è stata per me e per tanti di noi  un riferimento costante  nella ricerca di senso da dare alla vita e di nuovi coerenti  percorsi  ed azioni politiche. In particolare dopo  la conclusione della vicenda del Pci che per lui, come ci ricordava sempre, ebbe l’effetto di un terremoto. Con lui ho partecipato alla esperienza importantissima del CRS fondato ad Ingrao

Nel 2006 , un anno dopo aver dato alle stampe  per i tipi di Dedalo, “ Il suicidio dell’Europa .Dalla coscienza infelice all’edonismo cognitivo” e subito dopo la pubblicazione del libro a più voci “ La Frontiera Mediterranea” provammo insieme con tanti/e altri/e  a mettere in piedi l’esperimento di Sinistra Euromediterranea nell’ambito del tentativo avviato da Fausto Bertinotti di costruzione di una Sinistra Europea.

Un tentativo che si arenò in breve tempo sul terreno politico  ma che continuò e continua ad essere vivo ed attivo sul terreno della ricerca e dell’associazionismo politico-culturale.

La sua insaziabile curiosità ed il suo percorso incessante di ricerca lo hanno portato ad indagare la condizione  umana , nell’era del “  post-umano”, in tutti i suoi risvolti filosofici, esistenziali, psicologici economici, poltici e culturali ,affrontando nell’ultimo suo lavoro i problema del linguaggio del conflitto sociale (2013) dopo  una sequenza ininterrotta di saggi  di cui ne che voglio brevemente elencare alcuni , perché i titoli danno il senso del percorso.

“Le passioni negate. Globalismo e diritti umani” 2001

“ la Parola perduta. Tra Polis Greca e ciberspazio del 2007,

“il Furto dell’anima. La narrazione post umana” del 2008 con Tommaso Garufi,

“l’Elogio del discorso inutile. La parola gratuita” ( 2010)

e  a seguire

“Passaggio d’Epoca. L’Italia al tempo della crisi”2011,

“La speranza contro la paura” 2012;

“L' Occidente tra libertà e tecnica” sempre  nel 2012.

A questo suo lavoro analitico si è fino all’ultimo affiancata l’attività di acuto osservatore politico, sul  giornale  “la  Sicilia”.

Molti degli articoli pubblicati fino al 2010 si ritrovano  nel testo edito da Città Aperta “ Viaggio nel Bel Paese” Ta nostalgia e speranza.

Tra i suoi testi dell’ultimo periodo ha fatto molto scalpore il libro “("Incontro con Gesù", Marietti) 2010 .

Conversione è stata la parola usata ed abusata anche in questa occasione.

Io credo che la  migliore presentazione di questo libro e la cifra  umana , culturale e politica del suo contenuto  l’ abbiano  data Giuseppe Di Fazio e lui stesso, in un’intervista  che Di Fazio presenta così:  “Qualcuno dirà che è il libro della conversione dell'intellettuale comunista. In realtà, Pietro Barcellona nel volume che arriva in questi giorni in libreria ("Incontro con Gesù", Marietti) racconta di una lotta che ancora non è finita. Una lotta per non arrendersi all'insignificanza, al deperimento delle cose e della realtà. Una lotta che lo ha portato, giovane, ad abbandonare la Chiesa, poi ad abbracciare il Partito comunista, quindi a confrontarsi con il nichilismo e, da ultimo, a riprendere in esame l'ineludibile questione di Dio e la persona di Gesù. Ci troviamo di fronte, dunque, alla ricerca di un uomo che non smette mai di interrogarsi sul perché delle cose e della vita, e che in forza di questa esigenza naturale ha sondato, con tutta la propria ragione e affettività, le risposte che la realtà gli offriva. Da ultimo, s'è messo sulle orme di Gesù, compiendo persino un viaggio-pellegrinaggio in Terrasanta. «Sono un materialista, ma non nel senso marxiano», dice di sé Barcellona. Nelle scelte fondamentali della vita, infatti, egli ritiene che non contino le teorie, ma l'esperienza, che implica insieme intelletto e affezione.

Inoltre questo incontro è frutto di un percorso che l’ha portato a misurarsi, come dice lui stesso nel corso dell’intervista,  citata  con il "mostro del nichilismo" a proposito del quale diceva :«Ho avuto il terrore che si diffondesse nel senso comune l'idea che tutto vale nulla, l'impossibilità di dare valore alle cose. L'ho percepito nel diffondersi illusorio di una sorta di predicazione filosofica, rivolta soprattutto ai giovani, in cui il nichilismo viene assunto come una sorta di stoicismo per l'accettazione della propria mortalità e come capacità di vivere istante per istante senza pensare. Sono convinto che questo non funziona, e se funzionasse produrrebbe solo l'indifferenza e l'apatia. Del nichilismo temo questo risvolto pratico che si traduce in indifferenza e apatia.

E condanna i giovani a una passività senza speranza».

Questa sua preoccupazione costante l’ha spinto ad indagare ogni andito del percorso umano nel ricerca di chiavi di lettura e percorsi, in grado di dare senso pieno alla vita .

Pietro ha chiuso il suo cammino umano. Ma ci ha lasciato una grande eredità fatta non solo di opere scientifiche , letterarie,artistiche e di un esemplare stile di vita, ma dalla trasmissione di una tensione fortissima  verso la continua ricerca di senso e verso l’impegno politico che, con il suo ricordo, ci accompagnerà  nel cammino della nostra vita.

Mimmo Rizzuti

 

www.sinistraeuromediterranea.it

 

 

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