La Sinistra EuroMediterranea, nel suo percorso politico-culturale
“La nuova fase che si è aperta con il capitalismo globalizzato, non trova risposte adeguate nella sinistra storica.
Superare il ‘900 e trovare le risposte ed i linguaggi per parlare a tutti coloro che subiscono e vogliono contrastare, questo modo di produzione era l’obiettivo dichiarato della SE (Sinistra Europea).
Il nuovo soggetto politico, nato a Roma l’8-9 Maggio 2004, che puntava in partenza a cambiare la forma partito nata nella metà del XIX° secolo e si proponeva come una forza politica plurale di tipo confederale.
La Sinistra Euromediterranea, condividendo questa impostazione ed ispirazione del progetto, aveva scelto di contribuire a questa ricerca ed a questo percorso.
Dopo il naufragio elettorale del 14 aprile 2008 e la debacle delle elezioni Europee, quel progetto è stato archiviato dal Partito che l’aveva promossoin Italia( R.C.) e sostituito da una proposta federativa (Federazione della Sinistra) da noi non considerata adeguata alla situazione che ci troviamo a fronteggiare e non condivisa.
In questo nuovo scenario, la SEM ha deciso di continuare la sua esperienza in piena e totale autonomia, senza legami organizzativi particolari con nessuno dei soggetti che avevano dato vita alla esperienza della SE.
La “Sinistra Euromediterranea” è un’associazione che non allude ad una scelta geografica, ma politica e culturale e ritiene che un nuovo soggetto politico di Sinistra,nel senso di “movimento storico, che lotta per un mondo ‘più equo e più vivibile”( Bobbio) di dimensione europea, debba cercare le sue radici nella storia del Mediterraneo, puntando alla costruzione della Mesoregione del Mediterranea, come area di pace e di intensi scambi, fondati sulla pari dignità di tutti i popoli che si affacciano su questo bacino; come area che diventi un modello di salvaguardia dello straordinario Patrimonio Comune costituito dai beni ambientali, culturali,architettonici e storici che rappresentano un pezzo importante dell’identità dei nostri popoli. Ben consapevole che“a leggere il mediterraneo in profondità si scopre che esso non parla solo di un piccolo segmento del pianeta, ma dei problemi che il mondo deve affrontare se vuole sottrarsi all’unico verbo della competizione e della finanza globalizzata i cui esiti oggi, anche a prescindere, dalle gigantesche manovre speculative tollerate e incentivate, sono sotto gli occhi di tutti.”
La Mesoregione del Mediterraneo abbisogna di una “Alleanza Mediterranea” , che pensiamo debba realizzare una nuova e stabile struttura istituzionale di tutti Paesi del bacino , con capitale Gerusalemme (il nostro sogno!).
In essa i paesi del Sud dell’ Europa godrebbero di una doppia cittadinanza, potrebbero giocare efficacemente il ruolo di cerniera tra nord e sud e affrontare in maniera radicalmente nuova i problemi dei loro squilibri territoriali interni: in Italia, ad esempio, la storica questione del suo Mezzogiorno. Un’ area d’ interfaccia con la UE che si ridefinisca in maniera policentrica come sistema di comunità regionali comprendenti più paesi, individuabili secondo quel concetto di “economie mondo”di Braudel. Questo progetto diventa ancor più necessitato difronte alla natura e dimensione che ha assunto la crisi economico-finanziaria che scuote l’UE e tutto l’occidente e impone, per sopravvivere, di invertire la rotta e puntare sul Mediterraneo.
Ma il problema del rapporto con il potere unico della finanza globalizzata si pone con urgenza anche per i Paesi dell’Africa mediterranea usciti dalle rivoluzioni. La ricerca comune di vie d’uscita dalle logiche economiche , finanziarie e politiche e dal dominio della finanza globalizzata che non tollera alcuna reale democrazia ed è fonte di un insostenibile sfruttamento e consumo di territorio, è vitale per entrambe le sponde del mediterraneo.
La SEM affonda le sue radici nella interessante esperienza del “Cantiere Meridionale”promosso nel maggio 2003, dalle riviste” Carta” ed “Ora Locale”,dalla CGIL di Cosenza e Brescia e da numerose associazioni territoriali e studiosi, che sottopone ad una radicale critica la tradizionale concezione della questione del Mezzogiorno e dello “sviluppo”. Da quell’evento una parte consistente del gruppo promotore del Cantiere si rapporta dal maggio 2004 con la costruzione del nodo italiano della S.E.
Lo stesso gruppo, con altre esperienze associative, di movimento, culturali e l’impegno di una gran parte di docenti e ricercatori delle Università della Calabria e della Università Mediterranea di RC, promuove e sostiene in Calabria “Progetto Calabrie”. Una vasta aggregazione che formula un programma di rinascita della Regione per le elezioni regionali del 2005 muovendo dalle indicazioni più avanzate della critica al concetto, oltre che al modello di sviluppo novecentesco. Un programma costruito dal basso che fissa come punti fermi il reddito di cittadinanza, i contratti di responsabilità, l’accoglienza ai migranti in un quadro di pace e cooperazione con i popoli della sponda sud del Mediterraneo,acqua e ricerca scientifica come beni comuni, energie rinnovabili ed agricoltura ecocompatibile.
La costituzione formale della SEM( marzo 2006) muove da un articolo documento scritto inizialmente da Tonino Perna per la Rivista Carta nel settembre del 2005, discusso prima con Mimmo Rizzuti e Pierluigi Sullo e successivamente in un seminario tenuto all’Università della Calabria- Cosenza- il 14 Gennaio 2006 con una grande ed attiva partecipazione di docenti, ricercatori, sindacalisti, amministratori giovani di vari movimenti altermondialista e di diverse associazioni politico-culturali territoriali di diverse realtà del Mezzogiorno e altre realtà italiane. Roma in particolare.
Si muove con l’apporto di un nucleo consistente di studiosi delle università della Calabria, e di Messina, con riferimenti nelle Università di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Napoli, La Sapienza di Roma, di importanti centri di studio e ricerca in campo economico e dell’intercultura, come il Centro Federico Caffè dell’Università di Roskilde (DK), dell’Università del Bene Comune, di alcuni importanti studiosi del gruppo che ha animato l’IMES e la rivista “Meridiana”, lungo il solco del “pensiero meridiano”. Mantiene un solido rapporto con i fondatori del centro Fernand Braudel dell’Università di Catania. Fa perno su una rete di associazioni e forum locali. Nel suo cammino incrocia i Cantieri Sociali di Carta e quasi tutte le associazioni territoriali che, in contrasto con il neoliberismo, operano sul terreno “dell’altra economia”, per la democrazia partecipata e il diritto delle comunità locali a decidere il loro destino. Ha il suo maggiore radicamento nelle regioni del sud: la Calabria; la Sicilia con i nodi di Mazara del Vallo, Palermo, Messina e Catania; parte della Puglia, Basilicata, parte della Campania. Ha un nodo importante a Roma costituito in parte da studiosi e gruppi che si interrogano criticamente sul “modello romano”. In maniera puntiforme ha associati in Toscana, Abruzzo,Liguria, Piemonte, Lombardia Veneto ed Emilia. Ritiene fondamentale la costituzione di una diffusa rete di “laboratori territoriali”come centri di progettazione locale e dibattito politico e centrale la democrazia diretta. Ha rapporti , fino allo scorso anno stretti e costanti, con il collettivo italo- greco “Bella Ciao” di Atene, con la rivista The Ecologist e la omonima associazione libanese di Beirut e rapporti di interscambio culturale e di lavoro con l’associazione marsigliese “Marseille Solidarie”,la Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino, i forum sociali del Marocco e dell’Algeria , con l’Arab & African Research Center del Cairo, il forum delle Alternative che due anni fa si è tenuto a Beirut. Ha , nel novembre 2008 , realizzato un ‘intesa con un ‘Altra Storia, l’associazione siciliana promossa da Rita Borsellino, con l’obiettivo, tra gli altri, di aprire un Cantiere per l’area del mediterraneo ( CAM) che non è mai decollata e si è bloccata dopo le scelte differenti delle due associazioni per le elezioni Europee. E’ però ancora in piedi una blanda forma di dialogo e rapporto.
Dalla fine 2010 e per tutto il 2011 ha seguito e sostenuto i percorsi delle rivolte e delle rivoluzioni che hanno investito la sponda Sud del Mediterraneo. Particolare impegno è stato rivolto al confronto aperto in quei Paesi, in particolare in Tunisia, sui percorsi costituenti aperti dalla rivoluzione della Dignità.
Dopo il seminario dello scorso 17 Aprile a Tunisi,organizzato in collaborazione con Attariq Aljadid, "l'observatoire de la transition démocratique", la fondation Hanns Seidel (Allemagne) sul tema "Quelle constitution pour la République nouvelle ?" con la partecipazione di Stefano Rodotà,ha costituito un proprio nodo tunisino che ha come referente Hamadi Zrbi.+21620169715
Entro la primavera 2012 , ha in programma una iniziativa su “ Mesoregione e Cittadinanza Mediterranea, un possibile percorso per uscire dalla Crisi.
Il suo sito www.sinistraeuromediterranea.it. è sito partner del Forum Italo Tunisino per la Cittadinanza Mediterranea” www.Forum italotunisino.com
Presidente Tonino Perna; portavoce Mimmo Rizzuti;
Sede in Via Stefano Oberto 69 00173 Roma



